Il lutto
Parità di genere, le donne sfilano in testa al corteo
Maggio 1981, il movimento femminista nel corteo sindacale: ecco la foto che giovedì 3 Il Tirreno regalerà ai suoi lettori
PISTOIA. Dagli anni ’70 al decennio ’80 del secolo scorso, il passo sembra breve, ma in realtà cambia quasi tutto. Lo testimoniano le splendide foto dell’archivio della Fondazione Valore Lavoro della Cgil, quelle stesse che tutti i giorni, dal martedì al venerdì, Il Tirreno sta regalando ai suoi lettori. Nel corso di questa carrellata siamo passati in rapida successione dall’immediato dopoguerra, quando le lotte operaie per i diritti e per il salario infuocavano le strade, fino al decennio conclusosi con la contestazione operaia e giovanile, fino agli anni Settanta in cui, dopo il boom economico e il benessere, per la prima volta si pè affacciata la crisi economica.
E Pistoia, per fortuna appena sfiorata dalle forme più cruenti della contestazione culminate nella clandestinità dei cosiddetti “anni di piombo”, non ha fatto eccezione rispetto al resto del Paese. Non si lotta più solo per il salario, ma anche per la conquista dei diritti civili, per il divorzio, l’aborto e, naturalmente, la mai veramente ottenuta parità di genere. Il sindacato deve farsi carico anche di queste situazioni, incalzare le aziende perché si investa in crescita, nella creazione di posti di lavoro ma anche per riconoscere una parità di salario e di diritti fra lavoratori e lavoratrici. La foto che i lettori del Tirreno troveranno in edicola domani 2 settembre, la numero 14 della serie, rappresenta una manifestazione non qualsiasi che sfila in via Curtatone e Montanara: è il 15 novembre 1977 e a sfilare è la “Lega dei giovani disoccupati” sotto ad un grande striscione sorretto da alcuni militanti ventenni o poco più. Le espressioni sono serie, tese: c’era poco da ridere, si era nel pieno degli anni di piombo. Quello stesso 1977, il primo ottobre, lo studente Walter Rossi a Roma venne ucciso da mani fasciste. Lo stesso sarebbe accaduto 13 giorni dopo a Taranto, vittima questa volta si chiamava Benedetto Petrone. Ma in quegli anni tragici si moriva anche a destra.
La foto che invece i lettori troveranno ad attenderli in edicola giovedì 3, la numero 15 e la penultima della serie che comprende in totale 16 scatti, sposta l’attenzione suoi diritti della donna. È il primo maggio 1981 quando tra le prime file del lungo corteo sindacale sfilano le donne del movimento femminista. Le pistoiesi sorreggono un grande striscione “Giù le mani dalle donne”, ad indicare una doppia valenza della battaglia per i diritti: quella per la parità di genere ma anche quella contro la violenza di genere, che nei decenni successivi ha acquistato una valenza primaria, non solo per l’aumentato numero dei femminicidi e dei casi di violenza, ma anche per una maggiore consapevolezza sul tema da parte delle istituzioni e della società civile. Questa settimana si concluderà così quest’iniziativa straordinaria del Tirreno, realizzata in collaborazione con la Fondazione Valore Lavoro e la Cgil.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
