Gioco
Bertini (Filt Cgil): «Va tutelata anche la salute degli autisti»
«Avevamo chiesto all’azienda di installare delle paratie per separare l’operatore dai passeggeri, ma ci è stato risposto che non è possibile»
PISTOIA
Il problema non è di poco conto. D’altronde, l’emergenza sanitaria ha stravolto (da diversi mesi a questa parte, ormai) la nostra vita quotidiana. E i suoi effetti, ora, si riflettono anche sul trasporto pubblico locale con disposizioni stringenti per evitare la diffusione del coronavirus ma che, inevitabilmente, rischiano di mettere in ginocchio il servizio. Sì perché come ha spiegato il presidente di Copit, Antonio Principato, nella nostra provincia mancheranno all’appello, con il ritorno degli studenti pistoiesi sui banchi di scuola, ben 70 pullman. Andrea Bertini, responsabile di Filt Cgil alla Copit, sa che sarà difficile arrivare a una soluzione che – ammette – a poco più di due settimane dalla riapertura delle scuole ancora non c’è.
«Gli orari delle corse dei mezzi vengono stabiliti sulla base di quelli d’ingresso ed uscita delle scuole che, ad oggi, ancora non ci sono stati comunicati – precisa il delegato – Per questo ancora non ci sono neppure degli orari provvisori. L’obiettivo, intanto, è quello di evitare gli assembramenti e il sindacato sta lavorando per garantire un livello quantomeno accettabile delle condizioni per i passeggeri e pure gli operatori. Proprio per tutelare l’incolumità di chi trascorre moltissime ore all’interno di un bus, che è comunque un luogo chiuso, avevamo chiesto all’azienda di installare delle paratie per separare l’autista dai passeggeri, ma ci è stato risposto che non è possibile. Dobbiamo però capire che l’esposizione è massima e l’unica protezione contro il virus, per gli operatori, è la mascherina».
L’unica tutela, allora, è quella di evitare gli assembramenti, ma per Bertini la soluzione non è certo dietro l’angolo. «Da sempre, il periodo in cui le scuole sono aperte è quello in cui i mezzi sono più affollati – precisa il responsabile di Filt Cgil alla Copit – Noi operatori, ogni giorno, ci troviamo ad affrontare una serie di innumerevoli situazioni nelle quali, spesso, ci affidiamo al buon senso. Come possiamo sapere, se gli ingressi a scuola saranno scaglionati di 15 minuti, quali studenti avranno il diritto di salire su quella corsa e quali no? E se, ad esempio all’ultima corsa della giornata, il pullman fosse già al limite della capienza prevista (sulle linee urbane la capienza è al massimo del 70%, mentre su quella extraurbana si è dimezzata), dovremmo forse lasciare a piedi un’anziana in attesa alla fermata? ».
«Per questo c’è bisogno di disposizioni chiare e certe per garantire, per quanto possibile, un servizio di trasporto pubblico il più normale possibile – conclude Bertini – senza mai dimenticare, però, l’incolumità e la salute degli operatori che non si sono mai fermati, neppure dopo i lunghi e difficili mesi del lockdown, così come quella dei passeggeri». –
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