Sicurezza
Il bagnino: «Ho soccorso lei per lui non ho potuto fare nulla»
viareggio
Nel giro di pochi giorni è stato testimone di due drammi avvenuti nelle acque antistanti la spiaggia de L’Altro Mare Tre: Stefano Pedonese ieri ha rischiato anche lui davvero, perché è stato faticoso il doppio intervenuto che ha effettuato con il rullo e la fune, un attrezzo utilizzato quando il mare è agitato e c’è corrente e chi si deve essere soccorso è piuttosto distante dalla riva.
«Mi sono accorto che la ragazzina era in difficoltà», racconta, «e mi sono gettato in acqua per salvarla. Ci sono riuscito, ma poi ho visto l’uomo che si era buttato in mare anche lui per prestarle aiuto. Ma la corrente lo ha portato lontano. Ho utilizzato il baywatch con la corda e rullo, che è ideale per questo tipo di mare agitato, con presenza anche di canaloni molto pericolosi. Purtroppo, però, per l’uomo non c’è stato nulla da fare». Un dramma per un’intera famiglia che voleva solo trascorrere una giornata tranquilla al mare.
Pedonese continua: «Anch’io ho rischiato, perché è stato sicuramente un intervento impegnativo».
Con il mare agitata la massima prudenza è d’obbligo: «Ieri c’era da stare molto attenti ed invece in tanti hanno fatto il bagno lo stesso. Noi bagnini cerchiamo di richiamare le persone che vanno in acqua e che vediamo che tendono ad allontanarsi. Perché basta davvero poco per trovarsi in difficoltà».
Nonostante la tragedia consumatasi, Pedonese – tra gli addetti al salvamento più esperti – ha dovuto tenere a bada ancora chi non rendendosi conto del pericolo faceva ugualmente il bagno, anche se poco prima c’è stato il decesso dello sventurato tunisino.
Una cosa davvero inconcepibile, ieri sulla spiaggia della tragedia, era vedere anche padri con bambini piccoli in braccio in acqua, tra le onde, senza rendersi conto della pericolosità. In questo caso si mette a repentaglio anche la vita delle persone che si trovano lì per vigilare e chi anche, come nel caso dell’uomo affogato si getta in mare per salvare chi si trova in pericolo.
«Questo tratto di mare da sempre è pericoloso», non smettono di ribadire i bagnini che prestano servizio nella zona che più si avvicina alla spiaggia libera della Lecciona.
«Il pericolo è sempre in agguato», sottolineano gli addetti al salvataggio, perché «la conformazione della costa crea dei canaloni e le correnti tendono a portare lontano da riva chi fa il bagno. La tragedia di ieri ne è la tragica testimonianza». –
r. l.
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