La protesta
Consiglieri chiedono di sospendere Sonia Pira
Inviata una lettera al vertice della Lega: incompatibile il ruolo di commissario con la candidatura al consiglio regionale
pistoia
Il 22 agosto consiglieri comunali della Lega a Pistoia hanno spedito una lettera al partito con la quale chiedono di sospendere dalle sue funzioni di commissario provinciale Sonia Pira.
La lettera è indirizzata al commissario regionale, Daniele Bellotti, e per conoscenza alla candidata alla presidenza della Regione, Susanna Ceccardi, che a gennaio del 2019 come segretario regionale del partito nominò la Pira commissario provinciale per riorganizzare la Lega in vista delle elezioni regionali, e al segretario federale Matteo Salvini.
Secondo quanto scrivono i consiglieri pistoiesi la candidatura della Pira a consigliere regionale non è compatibile con l’incarico di commissario, in quanto sarebbe controllore e controllato, e quindi per “opportunità politica” , per non danneggiare i candidati provinciali in lista per le elezioni regionali di settembre, chiedono di sollevarla dal suo incarico “almeno per il periodo elettorale” .
«Inoltre – scrivono i consiglieri comunali – si rileva l’importanza da parte sua di non fare trattative di nessun genere con il sindaco di Pistoia che riguardano il Comune, in quanto il sindaco stesso l’ha nominata nella partecipata Toscana Energia, pertanto in aperto conflitto d’interessi».
Sonia Pira, insieme al coordinatore cittadino del carroccio, Roberto Rettore, a fine luglio di quest’anno aveva “scomunicato” due consiglieri pistoiesi della Lega, Gabriele Gori e Francesco Mazzeo, che il 25 luglio, insieme al capogruppo del M5S Nicola Maglione e alla consigliera indipendente Carla Breschi, avevano chiesto al sindaco Alessandro Tomasi di introdurre un monitoraggio su alcuni pozzi sentinella della provincia per realizzare un archivio della salute delle acque profonde della zona pistoiese interessata dal vivaismo.
Dopo un duro intervento delle associazioni dei vivaisti e di Confagricoltura, la Pira si dissociò da quell’iniziativa denunciando, con un breve comunicato stampa, come quella decisione fosse stata «una iniziativa personale dei consiglieri e non concordata con il partito».
È dunque probabile che la spaccatura non sia mai stata ricomposta, come dimostra la lettera inviata a Bellotti e Ceccardi. —
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