Il Tirreno

Pistoia

l’emergenza coronavirus 

«Obbligo di mascherina? Siamo i primi a controllare se i clienti la indossano»

Martina Trivigno

Parlano i titolari di alcuni locali in piazza della Sala: costretti a richiamare chi non rispetta le regole, ma sono casi isolati

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PISTOIA

«Perché devo indossare la mascherina se poi, per bere e mangiare, posso abbassarla?». Alessia Paoli, titolare del “Le Blanc” di piazza della Sala, è rimasta per un attimo perplessa di fronte alle resistenze di un cliente nell’indossare la mascherina. Erano passate le 18 già da un po’e la nuova ordinanza del ministero della Salute (in vigore dal 17 agosto scorso) ne imponeva, invece, l’obbligo. Ma lei è stata ferrea: «Le nuove disposizioni parlano chiaro e non vogliamo rimetterci noi per colpa della superficialità di altri. E, alle fine, anche lui l’ha indossata, proprio come tutti gli altri», precisa. La movida pistoiese, comunque, non ha risentito del peso delle nuove disposizioni. E, nonostante qualche rara eccezione – secondo quanto raccontano i titolari delle attività – la situazione resta sotto controllo. «Qualcuno entra ancora con la mascherina calata sotto il mento – sottolinea Paoli – ma sono, per fortuna, episodi sempre più sporadici. In ogni caso, il nostro compito è quello di richiamarli all’ordine. In genere i clienti sono molto collaborativi e non c’è bisogno di insistere più di tanto».

Anche Leonardo Simoni della “Degna Tana” , sempre in piazza della Sala, spiega che, da quando l’ordinanza è entrata in vigore, sono gli stessi clienti a regolarsi.

«Abbiamo riscontrato molto più rigore e questo semplifica moltissimo il nostro lavoro – spiega – Siamo contenti perché anche i ragazzi hanno compreso l’importanza di queste disposizioni e le rispettano, senza bisogno di richiami. Fa piacere vedere che, nonostante l’emergenza, le persone abbiano ancora voglia di momenti di svago. Ma siamo ancora più contenti di vedere comportamenti responsabili da parte delle persone».

«All’inizio eravamo un po’ preoccupati perché, in linea generale, la maggior parte aveva un po’abbassato la guardia, dopo i lunghi e difficili mesi del lockdown – aggiunge Paolo Boccardi, titolare di “Gargantuà” – ma, in realtà, non abbiamo trovato difficoltà e i clienti si sono dimostrati abbastanza rispettosi».

Lo stesso vale per Sara Pagliai e Marco Simonatti, titolari di “Starálfur Craft House” di via del Lastrone.

«I clienti sono attenti e scrupolosi, per quanto possibile – spiegano – Siamo stati costretti a togliere un tavolo all’esterno e dentro li abbiamo distanzati ancora. Noi abbiamo fatto la nostra parte ed è giusto che anche i clienti ci vengano incontro nel pieno rispetto delle disposizioni».

Intanto, la prefettura di Pistoia (dopo il vertice di ieri) fa sapere che saranno intensificati i controlli – nei centri storici e, in linea di massima, nei luoghi della movida – da parte delle forze dell’ordine per garantire il rispetto delle disposizioni per limitare la diffusione del coronavirus.

«Controlli rigorosi, certo – conclude la prefettura – ma abbiamo anche concordato sulla necessità di un’intensa attività di divulgazione e promozione alla cittadinanza, soprattutto ai giovani, per un comportamento responsabile e consapevole». –

Martina Trivigno

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