Il Tirreno

Pistoia

le lotte per il lavoro 

I cortei del Primo Maggio e la voglia di libertà

I cortei del Primo Maggio e la voglia di libertà

Domani Il Tirreno regalerà la quinta foto storica messa a disposizione dall’archivio della Fondazione Valore Lavoro

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PISTOIA

A Pistoia, come in Italia, il Primo Maggio si festeggia dal 1891. Ma quella prima volta non fu facile celebrarlo. C’è un documento della prefettura che attesta come a Pistoia, in quell’anno, fu mandato l’esercito per far finire lo sciopero davanti a diverse fabbriche, dichiarando l’inno dei lavoratori di Turati sovversivo. Erano anni in cui il Primo Maggio si potevano fare banchetti, piccole iniziative ma non scioperi. E quel Primo Maggio di 129 anni fa furono mandati “soldati in servizio di ordine pubblico” davanti – tra gli altri – alla Cartiera della Lima, alle Officine Michelucci, alla Fornace San Marco, all’Officina Lorenzetti e al Mulino a Vapore Guazzini.

Poi il fascismo cancellò la festa sostituendola con il fittizio Natale di Roma, il 21 aprile. Il Primo Maggio riesplose in tutta la sua voglia di cambiamento nel 1945. All’inizio era la festa del popolo della sinistra. Con la Cgil, le sezioni del Psi e del Pci, in quelle piazze stracolme. Poi anche i cortei pistoiesi mutarono negli anni della contestazione, con nuovi protagonisti, i comitati della sinistra extraparlamentare, i nuovi disoccupati, le femministe. Per poi arrivare alla fase dell’unità sindacale negli anni Settanta.

La foto che ai nostri lettori verrà regalata domani edicola con il Tirreno immortala un corteo del Primo Maggio a Pistoia negli anni Sessanta. Uno scorcio di via Buozzi, con gli striscioni che invitano a votare comunista e Partito socialista italiano alle imminenti elezioni.

Dopo quelle regalate la scorsa settimana, si tratta della quinta delle sedici foto che Il Tirreno vuol donare ai suoi lettori: sedici immagini tratte dal grande archivio della Fondazione Valore Lavoro, che raccontano e documentano le lotte per il lavoro e per i diritti che hanno attraversato tutta la seconda metà del XX secolo. Una delle vicende chiave nell’evoluzione politica, sociale e culturale, anche di una città di provincia come Pistoia.

Ogni martedì, mercoledì, giovedì e venerdì, il Tirreno pubblica queste tavole fotografiche in edizione elegante, da collezionare e incorniciare, rinnovando una felice tradizione con cui ha, a più riprese, e da diversi punti di vista, raccontato la storia della nostra provincia e della nostra comunità attraverso le immagini. Questa volta è stato scelto di raccontarla dal punto di vista del lavoro, dei lavoratori e delle lavoratrici, con il loro impegno per la costruzione della democrazia italiana e dell’emancipazione morale e materiale dei ceti popolari nel corso della nostra storia repubblicana, a partire dagli anni difficili che seguirono la fine della Seconda guerra mondiale.

Le immagini dei cortei del Primo Maggio, in queste foto, appaiono più volte. Un rito popolare che si rinnova di anno in anno. Con il corteo che parte sempre dalla Camera del Lavoro, con in testa i sindacalisti, tanti garofani rossi, le due bande musicali cittadine, i trattori a chiudere. Per anni, quando il Copit comprava un nuovo autobus, lo portava alla sfilata, come faceva la San Giorgio con i nuovi treni. —

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