Gioco
Pistoia, dal governo arrivano 5 milioni: il Comune ne aveva previsti 3
Ecco i soldi per compensare i mancati incassi fiscali a causa del coronavirus. L’assessore: «Ma non rinunciamo al rigore»
PISTOIA
Il decreto del governo con i 3,5 miliardi stanziati per compensare i Comuni italiani dei mancati incassi di imposte locali a causa dell’emergenza coronavirus, assegna al Comune di Pistoia 5 milioni 175.000 euro e spiccioli.
L’amministrazione Tomasi, presentando a fine luglio la prima manovra di riequilibrio, si era tenuta più bassa nelle previsioni: solo 3 milioni di euro.
Quindi alla lettura della tabella di ripartizione, a Palazzo di Giano hanno stappato lo champagne? Macchè. «Chiaramente vedersi assegnare una somma superiore alle previsioni non è una cattiva notizia – commenta l’assessore al bilancio Margherita Semplici – ma da qui a dire che il Comune abbia a disposizione ulteriori margini per spese, investimenti o tagli a imposte e tariffe, ce ne corre. Ci sono ancora troppe questioni in movimento».
Per esempio? «Ne dico una. Nella nostra manovra di riequilibrio (quella che prevedeva di ricevere dallo Stato solo 3 milioni di euro, ndr) raggiungevamo il pareggio soprattutto grazie ai risparmi prodotti dalla rinegoziazione dei mutui con la Cassa Depositi e Prestiti, una cifra di 1,7 milioni di euro, che abbiamo applicato alla parte corrente del bilancio. Si tratta di risparmi sugli interessi. Ma se il governo decidesse di conteggiare queste cifre come minori uscite rispetto al previsto, ecco che buona parte dei due milioni in più assegnatici dal governo, sparirebbero subito».
Insomma, difficile al momento fare previsioni. Ma chi si aspettasse un allentamento dei cordoni del bilancio grazie alla generosità del governo, rimarrà deluso.
Qualcosa di più se ne potrà sapere entro il 30 settembre, quando i Comuni che hanno già approvato il bilancio preventivo (come ha fatto Pistoia) saranno chiamati alla manovra di salvaguardia degli equilibri.
Ma come ha fatto il governo a definire la cifra da versare a Pistoia (e a ciascun altro Comune italiano) per compensare la perdita di gettito subito a causa del coronavirus?
Mettendo insieme il calo dell’Irpef (e quindi dell’addizionale, che alimenta le casse dei Comuni), le minori entrate da tariffe, servizi scolastici, multe e da un canone di occupazione del suolo pubblico praticamente sterilizzato per tutto l’anno, si è arrivati a una stima di 10,3 milioni di euro di perdita di gettito. Il Comune, tanto per fare un confronto, aveva parlato di 9 milioni circa. Da questa cifra il governo ha sottratto una serie di ristori già assegnati e un computo delle minori spese che il Comune ha affrontato (ad esempio per i servizi che non ha dovuto erogare durante il lockdown). Si arriva così, dopo altri passaggi, a una stima di 6,9 milioni di minor gettito. Ma da questa cifra va detratto il milione e mezzo assegnato in emergenza al Comune (i soldi distribuiti attraverso i buoni spesa a più di 650 famiglie). E così si arriva ai 5 milioni 175.000 euro.
«Siamo abbastanza tranquilli – conclude l’assessore Margherita Semplici – ma in questa fase non possiamo rinunciare al rigore nei conti». —
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