Gioco
Innocenti (Italia Viva): contro i vivaisti accuse generiche, ma per l’ambiente l’industria verde è fondamentale
PISTOIA
«Ambientalismo e vivaismo non sono antitetici, tutt’altro. Basta che si tratti di un ambientalismo costruttivo e attento anche alle esigenze delle imprese, disposto a dialogare prima di accusare pesantemente un’intera categoria produttiva, oltretutto senza nessi di causalità comprovati».
La coordinatrice provinciale di Italia Viva Lisa Innocenti, esponente di un’importante azienda del Distretto vivaistico di Pistoia, scende in campo a difesa dei vivaisti, dopo le polemiche seguite ai dati Arpat sui residui di fitofarmaci nelle acque della provincia nel 2019, «che da alcune aree dell’ambientalismo locale – si legge in una nota – sono stati interpretati come estremamente negativi e tutti attribuibili al vivaismo».
Lisa Innocenti sottolinea invece l’importanza del vivaismo nell’ottica del Green New Deal europeo. «Soprattutto in questa fase di preoccupanti cambiamenti climatici conseguenti all’inquinamento atmosferico – dichiara – il vivaismo può diventare un’arma decisiva in difesa del nostro ambiente. Infatti, fornendo le piante necessarie a piani di forestazione urbana, il settore può rappresentare uno strumento di contrasto all’inquinamento dell’aria proprio nelle città. Quindi sono assai di più i benefici che il vivaismo porta e sempre di più potrà portare all’ambiente degli effetti collaterali legati ai residui dei fitofarmaci».
«Naturalmente – continua – l’impatto complessivo positivo sarà ancora maggiore se miglioreranno e si allargheranno ulteriormente le pratiche di coltivazione che consentono di ridurre l’uso di erbicidi e altri agrofarmaci. Ma questo processo va accompagnato con aiuti economici e promozionali ad hoc da parte della Regione, come era stato promesso l’anno scorso dall’attuale giunta regionale, altrimenti non è sostenibile economicamente, perché sono necessari considerevoli investimenti iniziali nell’adattamento dei vivai all’uso di pacciamanti naturali nelle produzioni in vaso e perché poi i costi produttivi, anche a regime, saranno significativamente maggiori. E senza questo sostegno certe aziende non ce la faranno proprio».
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