Gioco
Domani ecco la prima foto storica sulle «Lotte per il lavoro» a Pistoia
Dal martedì al venerdì, il Tirreno regalerà un’immagine dall’archivio della Fondazione Valore Lavoro
PISTOIA
Il primo sciopero generale dopo la fine della seconda guerra mondiale, a Pistoia, ebbe luogo il 28 giugno del 1947, al culmine di un durissimo braccio di ferro alla Smi di Campo Tizzoro, dove erano stati annunciati ben mille licenziamenti.
Le grandi difficoltà dei lavoratori di uno stabilimento furono fatte proprie anche dagli altri lavoratori, in prima fila quelli della San Giorgio di Pistoia. La mobilitazione crebbe, in un contesto di grande tensione tra le parti sociali, fino a sfociare – come detto – nel grande sciopero generale di giugno. Che peraltro non fu un successo, per gli stessi sindacati quelli furono mesi di grande difficoltà.
Ma questa è solo una delle tante storie che in quei giorni difficili si incrociarono nelle piazze di Pistoia, che furono percorse da un gran numero di manifestazioni. Tante le fabbriche che licenziavano, non riuscendo a ripartire con la produzione, tantissime le famiglie ridotte alla fame.
E non a caso chiede “Pane e lavoro” il cartello di uno dei manifestanti immortalati nella foto che domani i lettori del Tirreno di Pistoia, piana e montagna riceveranno in regalo insieme alla loro copia del quotidiano. La prima foto delle sedici che Il Tirreno vuol donare ai suoi lettori, sedici immagini tratte dal grande archivio della Fondazione Valore Lavoro, che raccontano e documentano le lotte per il lavoro e per i diritti che hanno attraversato tutta la seconda metà del XX secolo. Una delle vicende chiave nell’evoluzione politica, sociale e culturale, anche di una città di provincia come Pistoia.
Ma torniamo alla foto che i lettori del Tirreno riceveranno in dono domani. Mostra l’arrivo di una manifestazione in piazza del Duomo: giovani e meno giovani, i manifestanti arrivano da via Roma, passando sotto la sede della Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia. La data non è specificata, si sa solo che si tratta di una delle tante manifestazioni di quella durissima seconda metà degli anni Quaranta. I manifestanti si intuiscono in gran numero: la testa del corteo che sta entrando in piazza del Duomo è fatta di persone che tengono in mano ognuno una grande bandiera: si intravedono i simboli e le sigle del Pci, stelle a cinque punte e falci e martelli svettano sulla maggioranza delle aste portabandiera. Dietro ci sono i cartelli. Uno urla: «Due milioni e mezzo di disoccupati chiedono Pane e Lavoro». Era quello lo slogan principale di queste manifestazioni, come ricorda nella breve didascalia a corredo dell’immagine il direttore della Fondazione Valore e Lavoro, Stefano Bartolini, che ha curato personalmente la selezione delle foto.
Questa è la nuova iniziativa del Tirreno per i suoi lettori: appuntamento domani in edicola. —
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