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Dopo la moria di pesci la Regione obbliga l’Enel a intervenire
SAMBUCA
«La morte di gran parte della fauna ittica nei corsi d’acqua a valle della diga di Pavana rappresenta un fatto inaccettabile che doveva essere evitato». Lo sostiene la Regione Toscana, riguardo alla massiccia moria di pesci e altri animali d’acqua dolce nella Limentra e in parte del Reno, causata dall’acqua torbida e povera di ossigeno proveniente dalla diga di Pavana, svuotata su richiesta specifica della Regione Emilia.
Ma il modo in cui quell’operazione doveva essere condotta, proprio per evitare i problemi che si sono verificati, era stato chiarito – dice la Regione Toscana – in una serie di prescrizioni che erano state assegnate al titolare dell’impianto, Enel Green Power.
«La Regione Toscana, informata dei drammatici eventi – si legge in una nota – ha subito provveduto a investire Arpat – l’Agenzia regionale per l’ambiente della Toscana – della verifica della situazione ambientale, inoltre ha dettato a Enel Green Power le condizioni per mettere in sicurezza il sito».
Nello specifico l’indicazione è «di intraprendere ogni azione per migliorare la qualità delle acque in uscita dalla diga, attuare da subito misure per favorire la nascita di erba sul fondo del bacino adesso svuotato (la nascita di erba impedirà o attenuerà il possibile dilavamento di ulteriori fanghi in caso di piogge) e di verificare che non ci siano accumuli di sedimenti che possano ostacolare il normale deflusso delle acque a valle dello sbarramento. Enel Green Power, infine, dovrà ripristinare lo stato dei luoghi». –
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