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Pista di Valdibrana La Fisr: non ancora ricevute richieste di omologazione

daniele rovaI

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La pista di pattinaggio di Valdibrana sarà una struttura polivalente che potrà ospitare, oltre al pattinaggio artistico, discipline come l'hockey, il basket, le arti marziali, il ballo e il tiro con l'arco, potendo organizzarci anche delle gare. «Abbiamo inviato – ha dichiarato l’assessore allo sport Gabriele Magni – richiesta formale di omologazione alla Fisr (Federazione italiana sport rotellistici, nda) che ci comunica, tramite il loro referente degli impianti sportivi Fabrizio Sabatini, la possibilità, secondo il regolamento federale, di organizzare gare ufficiali».

Ma per Fabrizio Sabatini, le cose non stanno proprio così. Almeno fino al 30 luglio, la sua federazione non ha ancora ricevuto la domanda per l'omologazione dell'impianto, né le certificazioni richieste dal regolamento Fisr, né i pareri sull'impianto da parte degli enti competenti (Vigili del fuoco, Coni, eccetera).

Comunque sarà fondamentale per l'omologazione agonistica il sopralluogo del campo di gara e della struttura da parte del tecnico omologatore. «Sarà ovviamente nostra cura, una volta reperita la documentazione, effettuare quanto prima il sopralluogo», rassicura il tecnico. La cui prima preoccupazione è per la pista di gara, la sistemazione della giuria, la sicurezza degli atleti. Fuori del campo, valgono le norme del Coni. Per la pista in resina, ad esempio, essendo una superficie non ancora omologata dal Coni, sarà il tecnico della Fisr che verificherà se il grado di scorrevolezza ed aderenza soddisfa le esigenze tecniche di una gara oppure no.

Ci sono due tipologie di omologazione, spiega dice Sabatini: quella che vale 4 anni e quella «temporanea», ovvero che può essere data «in casi eccezionali» per una «singola manifestazione», rispettando delle prescrizioni precise. Nel pattinaggio artistico le gare ufficiali si disputano nell'arco di due, tre giorni, di un fine settimana. Può essere quindi data l'omologazione temporanea per disputare una, due gare. «Comunque c'è sempre un sopralluogo tecnico, si parla di strutture a norma di legge e c'è la dichiarazione da parte di chi organizza che la sicurezza degli atleti è sotto la sua responsabilità.

Secondo l'assessore Magni la Fisr aveva visto il progetto e l'omologazione, con degli «accorgimenti», era cosa fatta. «La Fisr può dare dei suggerimenti riguardo al progetto che a volte hanno salvato possibili anomalie nella costruzione» risponde Sabatini, che precisa come l'ultima parola è però sempre del collaudatore in loco. Perché «se un progetto è buono ma realizzato male non c'è omologazione». —



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