Il Tirreno

Pistoia

“odiatori” del web 

Finisce sotto processo per offese e minacce contro don Biancalani

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Non solo diffamazione e minaccia. Tra le imputazioni per le quali dovrà comparire davanti al giudice c’è anche quella di sostituzione di persona. Sì perché per ricoprire su Facebook don Massimo Biancalani di insulti irripetibili farciti di allusioni a sfondo sessuale a causa del suo impegno nell’accoglienza dei migranti, l’anonima “odiatrice” (“hater” il termine inglese)si era trincerata dietro un profilo fasullo, con un nome che però corrisponde ad almeno tre donne realmente esistenti.

A rendere noto che la donna in questione ha ricevuto – al termine delle indagini – dalla procura di Pistoia il decreto di citazione a giudizio è stato lo stesso parroco di Vicofaro. Si tratto dell’esito di una delle decine di querele per diffamazione aggravata che don Biancalani ha presentato nell’ultimo paio d’anni nei confronti dei più accaniti tra i “leoni da tastiera” che a suon di insulti hanno seguito a ruota nelle sue esternazioni il leader della Lega Matteo Salvini (anch’egli querelato già dei volte), che non ha mai perso occasione di criticare pesantemente l’operato del sacerdote.

Nel caso specifico, l’imputata, commentando un post di don Biancalani, il 18 dicembre 2018, oltre alle offese aveva avanzato delle vere e proprie minacce: “...vieni e chiedici di ospitarli, porta con te uno di loro, ti facciamo saltare le cervella bastardo”.

Fatto sta che per via della escalation di offese che gli piovevano addosso attraverso il web, è stato da allora che don Biancalani ha preso la decisione di querelare gli autori di quelle più gravi, dal contenuto di natura razzista. «Un chiaro segnale a questi cosiddetti leoni da tastiera, che non possono scrivere tutto quello che passa loro per la testa – aveva ripetutamente spiegato il sacerdote – Il perdono è sempre in primo piano, ma è giusto che vengano usati gli strumenti che ci sono per tenere a freno le manifestazioni di questo clima sempre più pesante». —

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