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Attaccati dal “cancro colorato”, addio a 7 platani di viale Adua

Attaccati dal “cancro colorato”, addio a 7 platani di viale Adua

Le piante saranno abbattute lunedì, dalle 7 alle 17, la strada verrà chiusa per consentire lo svolgimento dei lavori in sicurezza per gli altri alberi

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PISTOIA. Lunedì 3 agosto andrà in scena sul viale Adua qualcosa di ben più complicato di un semplice abbattimento di piante. Sette platani saranno eliminati, perché attaccati dal cosiddetto “cancro colorato”, un micidiale fungo che attacca i tessuti interni della pianta. Ma per evitare che la malattia si diffonda ad altre piante, durante l’intera operazione si cercherà di produrre meno segatura possibile, gli utensili usati verranno appositamente trattati e le piante stesse eliminate secondo procedure particolari.

Insomma, tutto il necessario per evitare che il “cancro colorato” si allarghi. Anche per questo il viale , una delle strade più trafficate della città, rimarrà chiuso dalle 7 alle 17.

Gli alberi destinati ad essere abbattuti si trovano nella parte nord di viale Adua. Erano stati monitorati dopo i primi evidenti sintomi di essiccamento e dopo vari sopralluoghi eseguiti dall'ufficio del Verde pubblico con i tecnici del servizio fitosanitario della Regione Toscana; ne è stato deciso l'abbattimento al fine di contenere la diffusione della malattia.

Il 'Ceratocystis fimbriata Ell.&Halst. F. sp. Platani Walter' è il fungo responsabile del cancro del platano e sono colpite prevalentemente le piante poste al bordo delle strade; attacca tutte le parti legnose della pianta. Dalla lesione, l’infezione raggiunge i tessuti più interni della pianta.

«Abbattere piante è sempre un dispiacere – sottolinea l’assessore Alessio Bartolomei – soprattutto in casi come questo, poiché quei platani sono parte di un patrimonio arboreo cittadino importante. Purtroppo sono stati attaccati da una malattia particolarmente grave, che con facilità può trasmettersi alle piante che si trovano nell'area limitrofa. La diffusione di questa malattia deve essere, quindi, immediatamente fermata attraverso la rimozione delle piante individuate dagli uffici comunali insieme ai tecnici del servizio fitosanitario della Regione. Si tratta tra l'altro di un intervento particolarmente costoso, che richiede attente attività di bonifica».

I sintomi dell’infezione si manifestano sul tronco e sulla chioma con disseccamenti di parte della chioma, di intere branche, e sono rilevabili più distintamente nel periodo di piena vegetazione, quando c’è elevata traspirazione. La morte, se non repentina, può avvenire nel giro di 2-3 anni e consiste in un progressivo deperimento degli elementi colpiti, con ingiallimenti, ritardo vegetativo e sviluppo stentato.

Le piante malate devono essere eliminate seguendo le direttive imposte dal Servizio Fitosanitario Regionale per limitare la diffusione di materiale infetto. Gli abbattimenti devono essere effettuati nei periodi asciutti dell’anno per evitare la diffusione del patogeno. Le piante infette devono essere abbattute avendo cura di evitare il più possibile la formazione di segatura, che è necessario raccogliere. Il legname deve essere rapidamente smaltito, bruciato o sottoposto a trattamenti in grado di devitalizzare le spore del patogeno. L’abbattimento riguarderà anche le piante che sembrano sane, ma che si trovano vicino a quelle infette e che potrebbero aver contratto l’infezione. Una volta eseguito il taglio, le ceppaie saranno disinfettate. —
 

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