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Rapinato per una vendetta contro il padre

massimo donati
Rapinato per una vendetta contro il padre

Pistoia, 14enne picchiato e derubato della collana d’oro da un coetaneo istigato da un uomo di 36 anni: due denunce

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Nelle sue intenzioni, avrebbe dovuto essere una sorta di vendetta trasversale, non una vera e propria rapina. E per questo, quando aveva scorto in strada, con una vistosa collana d’oro al collo, il figlio adolescente dell’uomo bersaglio del suo rancore, aveva telefonato a un altro ragazzo di sua conoscenza – anch’egli minorenne – per informarlo dell’occasione di mettere a segno un colpo facile facile. Un paio di cazzotti, e con il bottino in mano il giovanissimo rapinatore si è dileguato di corsa, per poi salire sull’auto del suo istigatore, consegnando a lui la collana appena rapinata.

Erano all’incirca le cinque di domenica pomeriggio nei pressi del supermercato Conad di via dello Stadio. Entrambi pensavano che tutto fosse filato liscio, ma già un paio d’ore più tardi il novello bandito era nelle mani dei carabinieri, che subito dopo si erano presentati per una perquisizione alla porta di casa del mandante. Che il giorno dopo, con in mano la collana che i militari dell’Arma non avevano trovato perché nascosta nel contatore condominiale, si è presentato in preda a rimorsi e paura dai propri avvocati. Che, saputa la storia, hanno immediatamente telefonato ai carabinieri.

Una vicenda che, nel tardo pomeriggio di lunedì, si è conclusa con la denuncia a piede libero sia del 36enne mandante che del 17enne esecutore materiale della rapina. Nello studio dei suoi legali – Elena Baldi e Fausto Malucchi – l’uomo, profondamente pentito, ha raccontato ai carabinieri tutto quello che era successo.

Domenica pomeriggio, affacciandosi al balcone di casa, il 36enne (che alle spalle non ha alcun precedente) ha visto che in strada, assieme a un altro ragazzo, c’era il figlio 14enne del suo “nemico”. Con al collo una vistosa collana da donna in oro massiccio (del peso di 40 grammi). Così – a suo dire – aveva architettato la vendetta, istigando a compiere la rapina quel ragazzo di sua conoscenza, di 17 anni. Una manciata di minuti, e quest’ultimo era entrato in azione, aggredendo il coetaneo e strappandogli la collana. Per poi correre dietro all’isolato dove in attesa, nella propria auto, c’era il 36enne. A cui, fiero del fatto che tutto era filato liscio, aveva lasciato il bottino.

I due però non avevano fatto i conti con le telecamere che ci sono nella zona e con le testimonianze di chi aveva visto. Ai carabinieri non c’era voluto molto a rintracciare il giovane rapinatore, che, terrorizzato, aveva vuotato il sacco, indicando come mandante del colpo il 36enne. Che, al momento della perquisizione della sua abitazione, domenica sera, aveva negato tutto, ma dopo una nottata insonne, con la mente che andava alle immagini registrate dalle telecamere, il giorno dopo è andato dai suoi avvocati, che gli hanno consigliato di costituirsi e consegnare la collana ai carabinieri. —



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