Gioco
In piazza i colori e i suoni della tradizione per un San Jacopo orfano della Giostra
Centinaia di spettatori hanno seguito la versione ridotta (causa problemi di sicurezza) della "processione dei ceri"
PISTOIA. Una splendida mattinata di luglio, con tanto sole ma un’aria fine e per niente soffocante: è stato questo il miglior contributo offerto da Pistoia alle celebrazioni del patrono, orfane dell’evento clou, cioè la Giostra dell’Orso, ma anche di un corteggio storico come tradizione, cioè con il percorso lungo il secondo anello delle mura urbane. Invece questo 25 luglio figuranti e autorità si sono ritrovati in piazzetta Romana. E dopo un breve percorso in centro, sono arrivati in piazza del Duomo, dove ad attenderli c’erano centinaia di persone. La resa scenografica è stata assai minore del solito: ma suoni e colori erano comunque quelli di sempre, con il fiammeggiare delle insegne dei rioni, lo squillare acuto delle chiarine e il rimbombo ossessivo dei tamburi della Compagnia dell’Orso.
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Proprio i musici e gli sbandieratori della Compagnia sono stati – più che in altre occasioni – al centro dell’attenzione, con le numerose e applaudite coreografie cui hanno dato vita sul sagrato davanti alla cattedrale e all’Antico Palazzo dei Vescovi, la porzione di piazza del Duomo che ieri era stata tenuta libera dai banchi dei commercianti ambulanti. Il resto del corteggiosi è adattato sui gradini del Battistero: in bella evidenza le rappresentanze dei quattro rioni, che per lo stop alla Giostra hanno avuto soltanto quest’occasione per mettersi in mostra.
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Poco prima delle 11 la Compagnia dell’Orso si è ritirata lasciando lo spazio al centro del sagrato libero per le autorità – in testa il prefetto Gerlando Iorio e il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi – e per i figuranti che trasportavano i ceri votivi, destinati a illuminare la preziosa reliquia di San Jacopo. Subito dopo, il portone principale della cattedrale si è spalancato ed è apparso, all’interno, il vescovo Tardelli, con indosso i paramenti rossi delle celebrazioni dedicate ai martiri. Con la mascherina davanti alla bocca, il vescovo ha accolto il corteggio, ricevendo i doni dei ceri, prima di iniziare la messa. —
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