Gioco
La Cooplat rassicura «Pagheremo tutti ma ora serve del tempo»
PISTOIA
Il 14 luglio la Cooplat, l’azienda che con 60 dipendenti assicura le pulizie dell’ospedale San Jacopo, ha scritto a tutti i soci e dipendenti che non sarebbe stata immediatamente saldata la quattordicesima mensilità per problemi di cassa. Quattro giorni prima, l’assemblea dei soci della coop aveva nominato un nuovo cda e approvato la volontà di ricapitalizzare con una sottoscrizione dei soci-lavoratori e di altri soggetti del mondo cooperativo. Il 17 luglio i sindacati hanno chiesto un incontro alla cooperativa, alla luce dell'assemblea del 10 luglio, per chiedere i motivi dei mancati pagamenti, visto la decisione di ricapitalizzare la società. Il mancato versamento degli stipendi ha suscitato un’ondata di rabbia ma anche di preoccupazione. Cosa dice la Cooplat?
«Se l'assemblea del 10 luglio non avesse votato la ricapitalizzazione della cooperativa – spiegano dalla coop – l’azienda sarebbe stata indirizzata verso la procedura di liquidazione coatta amministrativa. Sarebbe subentrato un commissario e molto probabilmente non sarebbero stati pagati nemmeno gli stipendi».
Insomma, sostengono al quartier generale della Cooplat, non solo la quattordicesima: si sarebbe potuto bloccare tutto, creando non pochi problemi a ciascun lavoratore. «Si sarebbero persi dai 500 ai 600 posti di lavori non garantiti dalle clausole di salvaguardia sociale – si dice ancora – perché impegnati in piccoli contratti, oltre a circa 50 addetti alla struttura amministrativa. Invece, grazie alla scelta dei soci-lavoratori di ricapitalizzare, la cooperativa ha la possibilità di andare avanti».
Quindi non è entrata ancora nuova liquidità in cassa...
«Il vecchio consiglio di amministrazione aveva detto che non c'erano possibilità di andare avanti. I soci hanno eletto nuovi amministratori che si sono messi subito a lavoro per portare al più presto in assemblea un nuovo piano industriale e far sì che l'azienda possa intraprendere la strada del risanamento. Vogliamo salvare posti di lavoro in una fase economica che prevede significative perdite di Pil, quindi enormi problemi sul piano occupazionale già dal prossimo autunno. E la quattordicesima la pagheremo tutta. Diamo tempo a questi nuovi dirigenti di guardare i conti dell'azienda e di certo nessuno resterà indietro. Non è un momento facile per nessuno. Pagheremo tutto e tutti ma nessuno ha la bacchetta magica». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google