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La diocesi: «Troppo glifosate puntare su prodotti water bio»

La diocesi: «Troppo glifosate puntare su prodotti water bio»

La Chiesa di Pistoia interviene dopo la pubblicazione dell’ultimo rapporto Arpat e chiede anche strumenti specifici per aiutare le microimprese del settore green

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PISTOIA. Interviene anche la Chiesa pistoiese sulla presenza dell’erbicida glifosate nelle acque superficiali. È quanto si legge in una nota diffusa ieri dall’ufficio stampa della diocesi secondo cui «preoccupano in particolare le note del rapporto Arpat: “È possibile affermare che il superamento degli standard di qualità ha interessato un significativo gruppo di corpi idrici, per i quali sussiste un concreto rischio di non raggiungimento degli obiettivi di qualità previsti dalla normativa comunitaria, nazionale e regionale. Si fa presente che diversi obiettivi non raggiunti sono stati già oggetto di proroga, con scadenza prevista per il 2021».

«Quella del vivaismo – sottolinea la diocesi guidata dal vescovo Fausto Tardelli – è una realtà fondamentale, strettamente legata a Pistoia e al territorio della piana. Questa realtà imprenditoriale, radicata da oltre un secolo, nonostante la crisi economica degli ultimi anni, ancor più quella recente, continua a garantire lavoro e dignità a migliaia di famiglie. Rappresentando un importante volano di sviluppo ed esprimendo alti valori di professionalità e competenze insieme ad una indiscussa capacità imprenditoriale, ha permesso l’espandersi del comparto del verde fino a raggiunge ben 56 Paesi del mondo. L’industria del verde ha plasmato il paesaggio con un innegabile e significativo impatto sull’ambiente per l’utilizzo massiccio di risorse quali acqua e terra, come evidenziano da tempo gli annuali rapporti di Arpat. Non meno preoccupanti sono i dati relativi all’inquinamento da sostanze chimiche del suolo e delle acque, sia superficiali che di falda, che fanno temere ricadute pesanti e prolungate nel tempo. Probabilmente un prezzo davvero alto in termini ecologici».

«Il richiamo alla finitezza delle risorse naturali presente nell’Enciclica “Laudato si’” – prosegue la diocesi – torna insieme all’invito già rivolto da monsignor Tardelli ai vivaisti: guardare in faccia la realtà evitando le tentazioni di sfruttare tutto quanto il Creato mette a disposizione. Un richiamo alla responsabilità di ognuno e a riflettere sui limiti alla presunzione manipolatrice dell’uomo e alla salvaguardia delle risorse, in particolare per le generazioni future. Fuori da allarmismi, occorre riflettere ed agire prima che sia troppo tardi».

«Su questo punto – recita il documento – vogliamo condividere alcuni auspici per stimolare il dibattito e indirizzarlo verso soluzioni da perseguire sulla via della sostenibilità. In primo luogo, come già affermato dal vescovo in molte occasioni, è ormai urgente che si creino sinergie importanti tra le aziende per investire maggiormente in ricerca e sviluppo, in particolare per la creazione di strumenti, finanche veri e propri marchi di filiera, che certifichino i prodotti pistoiesi come “water bio”. Inoltre, per fronteggiare la drammatica crisi dei “piccoli” vivaisti, specialmente in questo contesto di crisi generale, la Chiesa di Pistoia e il suo vescovo chiedono ai tavoli di lavoro, alle categorie tutte, alle istituzioni e agli istituti di credito, di ideare strumenti ad hoc per l’aiuto alle microimprese del settore green, senza alcun dubbio le più colpite oggi e le più in difficoltà nel trovare risorse idonee da investire nella ricerca e nello sviluppo di processi e prodotti con minor impatto ambientale». –


 

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