Gioco
Governo-sindacati nuovo nulla di fatto per i lavoratori esposti all’amianto
La proposta: possiamo intanto sistemarne 102 su 2.134 La risposta: troppo poco, non iniziamo neanche a trattare
Pistoia
Assicurare il beneficio previdenziale a una platea di 102 lavoratori, a livello nazionale, ex esposti all’amianto e in possesso dei requisiti previsti dalla legge, purché dal 1º gennaio 2020 non siano più dipendenti della propria azienda o abbiano esaurito gli ammortizzatori sociali a sostegno del reddito. 102 lavoratori, a fronte di 2.134 domande pervenute da tutta Italia (circa 170 da Pistoia, nda) di cui 1.799 definite positivamente e 1.501 già accolte da Inps e Inail. Tra queste, anche la quasi totalità delle domande pervenute da Pistoia, dagli ex esposti all’amianto ancora in forza nello stabilimento Hitachi e i dipendenti della old company Ansaldo Breda di corso Gramsci.
È questa la proposta avanzata dal Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale in risposta alla vertenza amianto portata avanti dalle sigle sindacali Fim, Fiom e Uilm, durante l’ultimo tavolo di confronto, svolto in modalità telematica, a cui hanno partecipato anche Inail, Inps e Ministero per lo Sviluppo economico. Una proposta che - almeno nelle intenzioni del Governo - dovrebbe concretizzarsi nel prossimo Dl “Lavoro” di agosto 2020 per poi giungere all’attuazione all’interno della Legge di stabilità 2021, da approvare entro dicembre 2020.
Una proposta che però si scontra con la totale contrarietà delle sigle sindacali. Per quanto riguarda il caso specifico di Pistoia, infatti, questa minima apertura espressa dal Governo non risponde in alcun modo alle istanze avanzate dai circa 170 lavoratori coinvolti. Quegli ex esposti all’amianto, che hanno raggiunto gli anni di esposizione alla fibra killer, attraverso il riconoscimento del periodo compreso tra il 1987 e il 1991, quando lavoravano sotto il tetto in eternit che fu smantellato per essere sostituito. Per questi lavoratori, infatti, è già arrivata la certificazione del riconoscimento dei requisiti per accedere al prepensionamento da Inps e Inail, ma il via libero definitivo dall’Inps ancora non c'è.
I sindacati, dunque, non ci stanno e rispondono con una controproposta, come si legge nel comunicato stampa a firma congiunta delle sigle nazionali. Ovvero quella di «riconoscere - come si legge nella nota - il diritto al pensionamento anche a quanti hanno maturato e perfezionato i requisiti al 31 dicembre 2019 e nel corso del 2020». Alla proposta, la sottosegretaria al ministero del lavoro Francesca Puglisi, ha annunciato una verifica di sostenibilità e un aggiornamento a domani. Giorno in cui sindacati e lavoratori sperano di poter ricevere conferma circa l’accoglienza della richiesta avanzata. Altrimenti, si legge ancora nel comunicato, «la soluzione della vertenza non può dirsi nemmeno avviata». E nell’attesa di una risposta, le sigle sindacali si dicono pronte a mettere in campo tutte le iniziative di mobilitazione e di natura giuridica possibili. —
valentina vettori
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