Il Tirreno

Pistoia

estate in cittÁ 

Pistoia Grande Schermo rischia di costare 16.500 euro al Comune

fabio calamati
Pistoia Grande Schermo rischia di costare 16.500 euro al Comune

La rassegna, novità di quest’anno, costa circa 50.000 euro ma l’Apt prevede di ricavarne dai biglietti soltanto 13.300

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA

È partita un po’ in sordina, mercoledì sera, con pochi spettatori ad assistere alla proiezione di “Jojo Rabbit” . Un po’ meglio le due successive proiezioni (venerdì 17 c’era “la Dea Fortuna” di Ozpetek). Stasera poi è atteso il pluripremiato “Parasite”, vincitore della Palma d’Oro e di quattro premi Oscar.

Si tratta di “Pistoia Grande Schermo”, la rassegna di cinema all’aperto che fino all’11 agosto animerà piazza del Duomo, quest’anno orfana della Giostra dell’Orso e del tradizionale Festival Blues. Una novità voluta dalla giunta Tomasi proprio per mantenere vivo di sera il cuore del centro storico, anche nella prima metà del mese di agosto, dopo un periodo particolarmente difficile come quello dell’emergenza coronavirus. Una scelta che ha suscitato le critiche del gestore della tradizionale arena cinematografica estiva, che da alcuni anni si svolge nei giardini di villa Baldi Papini (e che sborsa ogni anno 1.800 euro di concessione).

Ma alla amministrazione comunale pistoiese la rassegna cinematografica in piazza Duomo rischia di costare fino a 16.500 euro. A dirlo sono gli allegati alla delibera di giunta (13 luglio) che ha alzato disco verde alla stipula dell’accordo tra Comune e Atp. L’8 giugno scorso era stato il Comune a chiedere all’Atp di farsi carico del progetto “Pistoia Grande Schermo”. Il 10 luglio l’Atp ha risposto affermativamente, precisando però che per far tornare i conti sarebbe stato necessario un contributo del Comune. Il costo totale del cinema in piazza Duomo, infatti, è stimato in 49.800 euro. La somma principale, 27.500 euro, se ne vanno per il servizio maschere, facchinaggio e proiezionista. Altri 5.000 euro costano i diritti da pagare alle case di distribuzione; ancora 5.000 euro per pubblicità, promozione e stampa. E poi ci sono le spese varie, che portano il totale, come detto, a 49.800 euro. Di contro, l’Atp prevede di incassare dai biglietti 13.300 euro. La differenza in negativo, quindi, è di 36.500 euro. Di questi, 20.000 li copre una “erogazione liberale” di Far.Com, l’azienda delle farmacie comunali. Restano da coprire 16.500 euro, per i quali l’Atp ha chiesto (e ottenuto) l’assenso dell’amministrazione comunale. Naturalmente questi sono conti di previsione: quelli veri, non si potranno che fare alla fine. —

fabio calamati

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web