Il Tirreno

Pistoia

la sentenza 

Tifoso arancione vince il ricorso contro il daspo

M.D.

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Se tra le prove fossero state inserite le relazioni di servizio firmate dai poliziotti che lo avevano riconosciuto, non ci sarebbe stato niente da eccepire, ma quel generico riferimento all’identificazione da parte della Digos non è stato ritenuto sufficiente a motivare il provvedimento. Per questo, il Tar ha annullato il daspo di 3 anni che la questura aveva emesso il 3 dicembre scorso nei confronti di un tifoso della Pistoiese accusato di aver preso parte a degli episodi di violenza prima della partita fra gli arancioni e la squadra dell’Arezzo due giorni prima: nessuna «dimostrazione del compimento da parte del ricorrente delle condotte allo stesso ascritte» spiegano i giudici del tribunale amministrativo regionale.

Il primo dicembre 2019, un gruppo di tifosi arancioni diretto verso lo stadio aveva preso a calci, rovesciandole, le transenne che erano state messe in via Donatori del Sangue, urlando verso i supporter aretini che stavano passando in quel momento. Cinque di loro erano stati identificati dai poliziotti presenti e in base alle relazione poi redatta dal dirigente della questura competente, era scattato il provvedimento che a uno di loro vietava per tre anni l’accesso a tutti i luoghi in cui si svolgono partite di calcio. Daspo contro cui il tifoso ha presentato ricorso ottenendone l’annullamento.

Nella relazione del dirigente, infatti, spiegano i giudici, non viene fatto riferimento alle testimonianze di poliziotti che hanno personalmente visto il tifoso commettere gli atti a lui addebitati, ma viene citato solo un filmato di pochi secondi utilizzato per la sua identificazione (con un generico “la Digos dichiara che...”), nel quale però si vede solo mentre cammina verso lo stadio nel gruppo poi protagonista delle violenze. —

M.D.

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di Redazione web