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«L’Europa ci ha chiesto di ridurre entro il 2030 l’uso dei pesticidi»

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PISTOIA

Le principali associazioni ambientaliste aspettavano il report Arpat sulle analisi 2018 e 2019 per verificare se i segnali d’allarme lanciati dall’agenzia per quanto riguarda l’inquinamento delle acque superficiali fossero confermati.

«Per le acque superficiali i risultati non sembrano essere molto confortanti» si legge nella nota firmata da Wwf Prato Pistoia, Acqua Bene Comune, Alleanza Beni Comuni, Obiettivo Periferia e Città in Cammino. «I principi attivi oggetto di ricerca sono stati oltre 100 e tra questi il glifosato ed il suo metabolita ampa. Mentre nel 2018 si era registrata una diminuzione delle concentrazioni dei pesticidi totali rispetto agli anni precedenti, nel 2019 si è avuta una leggera ripresa. I campioni analizzati sono stati 73 ,contro i 66 del 2018, e in quasi tutti è stato riscontrato un valore al di sopra del limite di quantificazione».

Risultato? «In considerazione dei dati è possibile affermare che purtroppo il superamento degli standard di Qualità ha interessato un cospicuo gruppo di corpi idrici per i quali sussiste il rischio di un non raggiungimento degli standard medesimi, malgrado gli obiettivi non raggiunti siano già stati oggetto di proroga al 2021».

Le associazioni ricordano che le strategie in materia messe in campo dalla Unione Europea «prevedono una riduzione del 50% dei pesticidi entro il 2030 e il 25% di superficie agricola europea convertita ad agricoltura biologica».

In questo senso «è del tutto evidente come i dati Arpat stiano invece a certificare un percorso opposto rispetto a quello che ci chiede l’Europa». —



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