Gioco
Il 64% delle aziende artigiane costretta a sospendere l’attività
Durante il lockdown in provincia di Pistoia è andata peggio che in tutta la Toscana dove lo stop ha riguardato il 58% delle realtà produttive
PISTOIA
Artigianato a rischio collasso in provincia. A certificarlo è l'Osservatorio dell'Ebret, l'Ente bilaterale dell'artigianato toscano, che ha pubblicato uno studio sui primi effetti dell'emergenza Covid-19 sul comparto. A livello regionale le misure di sospensione dell'attività hanno riguardato il 58% delle imprese artigiane, ma in provincia di Pistoia è andata ancora peggio con il 64% delle realtà bloccate. I settori maggiormente interessati dalla prima fase di lockdown sono stati quello dei servizi, dove si è arrivati addirittura al 78% di imprese chiuse, del legno e dei mobili (73%), della meccanica e dell'installazione di impianti (70%). Ciò che maggiormente preoccupa rimangono le previsioni sul calo di fatturato delle aziende. Anche in questo caso il territorio pistoiese è tra i più colpiti a livello toscano. A fronte, infatti, di una perdita stimata complessivamente del 29%, in provincia si arriva al 31%. Le filiere della pelle e delle calzature, quella della carta, l'agroalimentare e l'abbigliamento sono le più esposte secondo le rilevazioni dell'Ebret. Con picchi superiore al 40% in termini di perdita di giro d'affari. «A differenza delle precedenti indagini – afferma il presidente dell'Ente regionale Mario Catalini – le difficoltà interessano indistintamente anche le imprese caratterizzate da un profilo qualitativo mediamente più elevato delle proprie produzioni e le aziende contraddistinte da comportamenti imprenditoriali maggiormente orientati alla crescita». Un aspetto che rende il quadro ancora più fosco perché la crisi coinvolge quelle realtà che negli anni avevano intrapreso percorsi di innovazione, puntando sull'export e incentivando processi di distretto. «La crisi in corso – prosegue – rischia di compromettere anche la tenuta delle realtà imprenditoriali più “dinamiche” e caratterizzate da un più elevato potenziale competitivo, come testimonia del resto lo stesso crollo della propensione ad investire: bisogna considerare che nel 2020 la quota delle imprese che prevede di effettuare investimenti è pari all'11%, cioè meno di un terzo di quanto rilevato a consuntivo per la media del biennio 2018-2019». Se questo è l'andamento dell'impenditoria artigiana, le ripercussioni occupazionali non possono che essere profonde e diffuse. Quasi un'impresa su quattro prevede di ridurre i propri organici nel corso di quest'anno. Un fattore che potrebbe portare a perdere più del 10% della forza lavoro impiegata. Mentre nel frattempo, terminate le risorse del Fondo di solidarietà bilaterale per l'artigianato (Fsba), gli ammortizzatori sono coperti dallo Stato con gravi ritardi nei pagamenti. — M.P.
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