Sicurezza
Due cinema estivi in città E Barni (Mabuse) protesta «Concorrenza sleale»
PISTOIA
Da domani all' 11 agosto prenderà il via “Pistoia grande schermo”, 18 serate di grande cinema. Un evento che farà da anteprima al progetto “Spazi Aperti. Ricominciare... in città e in montagna”, cartellone di eventi lungo due mesi, dal 29 luglio al 26 settembre, organizzato dall'Associazione teatrale pistoiese, insieme a Comune di Pistoia, Caripit e Far.Com: teatro, musica, danza e appuntamenti per i più piccoli proposti nei numerosi spazi verdi della città e della montagna pistoiese.
«Un'estate 2020 a tutto cinema per la città di Pistoia – racconta Atp nella conferenza stampa del 10 luglio – con serate di grande cinema, con i maggiori titoli della stagione». L'evento però si svolge in contemporanea con il “Cinema sotto le stelle”, iniziativa proposta sin dal 2001 dalla società Mabuse Cinema, anche qui con il patrocinio del Comune di Pistoia, che dal 26 giugno al 31 luglio proietta i suoi film nel cortile della scuola media Roncalli, a porta al Borgo.
I due progetti adesso saranno in competizione e per Luca Barni, uno dei soci della Mabuse, si tratta di una vera sorpresa; visto anche che l’amministrazione comunale aveva proposto a lui e ai suoi soci della Mabuse un progetto simile.
«In pieno lock down – spiega Luca Barni – fummo contattati dal Comune per realizzare un cinema nella piazza più importante della città. Bisognava riportare la gente in centro e andava fatto per i locali, i ristoranti, i negozi. Facemmo presente che si sarebbe entrati in conflitto con la nostra arena estiva. Ci fu garantito che sarebbe stata un'idea di fruizione del cinema diversa, senza sedie e con cuscini, con il sonoro dei film in cuffia per gli spettatori, da indirizzare alle famiglie e che avremmo potuto pensare noi alla programmazione cosi da non far entrare in conflitto i due eventi».
Invece dopo un periodo in cui Barni dice di non avere più avuto notizie dal Comune, ecco la sorpresa.
«Siamo venuti a sapere – continua – che il progetto di piazza del Duomo era in dirittura d'arrivo, che si trattava di un'arena di 200 posti come quella in Porta al Borgo, con lo stesso prezzo del biglietto, che la programmazione era pressoché identica alla nostra e che addirittura gli stessi film erano stati accuratamente inseriti in cartellone nei giorni precedenti alle date in cui li avevamo fissati noi».
Insomma, una pessima notizia per chi gestisce da sei anni il cinema estivo ma si preoccupa, d’inverno, di far funzionare l’unico cinema d’essai rimasto in città, il Roma.
«Non riusciamo ancora a capire il motivo per cui sono state disattese le promesse fatte – scrive Barni in una lettera diffusa ieri sera – Non si poteva fare qualsiasi altra iniziativa in piazza Duomo visto che l'offerta Cinema già esisteva? Non era possibile potenziare l'arena comunale già esistente? Come è stato possibile non pensare ai sacrifici di una società privata ferma dal 28 febbraio, che opera in uno dei settori più colpiti dalla pandemia? Come non ricordare l'impegno tutto privato di una società che gestisce faticosamente da oltre dieci anni la storica sala d'essai della città (il cinema Roma, nda) che ha formato generazioni di appassionati? Noi non abbiamo mai avuto un sostegno pubblico e per il cinema sotto le stelle paghiamo un affitto al comune! Siamo sempre a disposizione del Comune per eventi e rassegne, ma almeno la considerazione di non essere ostacolati e danneggiati oltre misura nel nostro lavoro ci sentiamo di chiederlo. Per noi e anche per il nostro pubblico». —
daniele rovai
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