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Addio a Natalino Lucarelli, storico sindacalista

fabio calamati
Addio a Natalino Lucarelli, storico sindacalista

Presente alla “Marcia della fame” del 1948, fu una figura di riferimento per chi lavorava alla Breda. Il cordoglio della Cgil

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PISTOIA

Se ne è andato ieri mattina all’eta di 97 anni Natalino Lucarelli, ex dipendente della Breda, ex dirigente sindacale di spicco in città. Una delle «figure che a Pistoia hanno caratterizzato il passaggio alla democrazia e le lotte operaie nei tormentati anni del dopoguerra», come ha ricordato la Camera del lavoro nel comunicato che ha diffuso la notizia della scomparsa.

«Ferito in occasione alla “Marcia della fame” del 1948, in cui fu ucciso Ugo Schiano - continua la Cgil provinciale - Natalino è stato per lunghi anni membro della Commissione interna della San Giorgio, delegato Fiom e rappresentante dei lavoratori della Breda. Sempre legato alla Cgil, alla Fiom prima per poi passare al Sindacato Pensionati Spi, ha partecipato con equilibrio, entusiasmo e vitalità agli organismi dirigenti fino agli ultimi anni».

Il suo impegno alla vita sindacale e politica per tanti anni è stato un esempio per molti giovani e meno giovani. Nel 2011 salì sul palco, insieme ad un gruppo di ex colleghi della Breda, per recitare nella piece teatrale «Lavorare da morire» creata dal nostro Lorenzo Gori, sulla tragedia dei morti da amianto.

La salma sarà esposta alle camere mortuarie della Croce verde in Sant'Agostino fino alle 12 di domani.

Numerosi i messaggi di cordoglio. L'ex segretario pistoiese del Pd Paolo Bruni, dipendente Hitachi Rail, lo ricorda così. «È stato per decenni un punto di riferimento prezioso per la politica progressista del nostro territorio. Un uomo dalla mente lucida e dal cuore generoso che ha saputo rappresentare al meglio i valori della Sinistra in cui si è sempre riconosciuto. Con i suoi 97 anni era un vecchio-giovane».

E Nicola Giudice, un altro vecchio compagno di fabbrica: «Uomo onesto, sempre in prima fila in tutte le lotte per la crescita della giustizia sociale e per nuove conquiste. Sempre vicino ai giovani, buon lavoratore, grande compagno. Per me è stato sempre, anche dopo essere andato in pensione, un grande punto di riferimento. Grande compagno, mi mancherai». —

fabio calamati

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