Lutto
Il 70% voterebbe per rimanere all’interno di Ue e Area Euro
danielA fedi*
È stata indagata, con una certa ampiezza, anche la questione europea. In questa terza rilevazione, dalla dimensione soprattutto provinciale si è passati ad un livello nazionale. Ed anche il titolo di istruzione degli intervistati è risultato più diversificato, avvicinando il campione alla popolazione reale. Dunque, un risultato statisticamente più significativo del pensiero degli italiani, anche se la punta del compasso è ancora centrata sull’area metropolitana Firenze-Prato-Pistoia. Veniamo al cuore di questa indagine. La domanda chiave è probabilmente la seguente: “Se domani ci fosse un referendum sulla permanenza o meno dell’Italia nell’Unione Europea e nell’Unione Monetaria, tu voteresti per…”, la risposta di gran lunga più apprezzata (70%) è stata: voterei per “la permanenza nell’Unione Europea e nell’Area Euro”.
Non ci aspettavamo un risultato così netto. Dopo anni di discussioni a tutti i livelli, ci si poteva aspettare un risultato più incerto e frammentato tra le varie opzioni di risposta. Invece no. Certamente il momento storico della rilevazione ha coinciso con un diffuso timore sul futuro che ha caratterizzato, con varia intensità, tutti i 27 Stati dell’Unione. Un timore così diffuso da indurre più alla ricerca di soluzioni comuni che non ad indugiare nell’arte del distinguo. A ricercare certezze e lungimiranza politica, più che attenzione all’orticello personale che si stava inaridendo. Anche se, alla domanda che indaga se il giudizio sull’Unione Europea si sia o meno modificato con l’avvento del Covid-19, la maggior parte degli intervistati (56%) risponde che è rimasto “cautamente positivo” come prima. In ogni modo, il risultato è eclatante e lascia ben sperare circa un ampio consenso verso la linea della ripresa del processo di integrazione europeo, fermo da vent’anni, in una direzione più affine al sentire comune. Ovvero in un’ottica di sviluppo socioeconomico, attento ai bisogni delle persone ed al loro benessere. Anche il dato sulle affinità elettive rivela sorprese, risultando assai mutato rispetto alle rilevazioni di sei mesi fa. Oggi il campione indica la Spagna come il Paese che considera più vicino agli interessi dell’Italia. Scelta probabilmente ispirata dalla severità con cui la pandemia ha colpito anche gli spagnoli. Ma anche Francia, e subito dopo Germania, sono Paesi massicciamente selezionati. Un po' più indietro Cina e Albania.
Merita, infine, una specifica menzione un quesito tornato in questi giorni di grande attualità: il Mes. “Date le sue caratteristiche (assenza di condizionalità di ristrutturazione del debito, uso per finanziare spese dirette e indirette nella sanità), secondo te l’Italia dovrebbe utilizzare il nuovo Meccanismo Europeo di Stabilità anti CoviD-19?”. Anche qui la risposta è stata netta: sì per il 65% dei casi. All’interno di questa scelta, articolata in tre opzioni, la prevalente è anche la più possibilista: “Sì, così possiamo liberare altre nostre risorse per investimenti in altri campi sociali ed economici”.
* docente
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