Il Tirreno

Pistoia

gli effetti sulle famiglie 

Il 25% ha visto peggiorare la situazione economica

ALESSANDRO PRATESI* ; * commercialista

Il 67% di chi ha risposto alle domande ha cambiato abitudini di consumo Secondo Poieinlab, il 33% ha aumentato la propensione al risparmio

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ALESSANDRO PRATESI*

Impossibile offrire risposte efficaci a una pandemia così invasiva senza raccontare la verità. Non solo su numeri e, purtroppo, vittime, ma anche sulle previsioni e i comportamenti da adottare. Il virus ha provocato danni enormi alla salute pubblica, ma i suoi effetti potrebbero essere ancora più devastanti per l’economia. L’impatto sul tessuto produttivo nazionale e locale, indipendentemente dalle singole percezioni, dipenderà dalla capacità del governo nazionale e delle istituzioni europee di calarsi nella “vita reale”, ossia di analizzare a fondo gli effetti che, intuitivamente, non possono essere omologati, nel senso che alcuni settori risulteranno fortemente penalizzati e altri, al contrario, ne usciranno addirittura rafforzati. Nella terra di mezzo, la larghissima parte di imprese e cittadini che avvertono un senso di smarrimento, seppur temperato dalla volontà di riuscire, ancora una volta, a riemergere da un tunnel che appare assai tortuoso. A livello nazionale emerge il chiaro disagio che sconteranno il settore turistico, alberghiero e, più in generale, del tempo libero: nonostante il progressivo allentamento delle misure restrittive, è evidente che non sarà possibile tornare alla “normalità” nei prossimi mesi. Le precauzioni e i distanziamenti imposti per decreto, uniti a una naturale prudenza che la maggior parte della popolazione continuerà a osservare, rappresentano un insormontabile ostacolo al ripristino delle condizioni pre-pandemia. A questo si aggiunge la pesantezza burocratica delle misure attuative dei vari decreti emergenziali, che si è tradotta in gravi ritardi nella gestione della cassa integrazione, nella lentezza nell’erogazione di liquidità alle imprese e, alla fine, in una complicazione di procedure che rappresenta quanto di peggio possa accadere nei momenti in cui servirebbe, al contrario, massima reattività. Pur con tutte le attenuanti del caso, le misure adottate dal governo appaiono inadeguate e, comunque, drammaticamente tardive rispetto alle esigenze del Paese: oltre mezzo milione di disoccupati in più dopo l’emergenza, incremento della povertà del 34% e (dati al 7 luglio), circa 2 milioni di cassaintegrati ancora da pagare. Numeri impressionanti, senza strumentalizzazione politica alcuna. Il territorio pistoiese non si discosta significativamente dai dati nazionali, anche se dovranno essere fatti i conti con gli effetti di crescite da tempo assai asfittiche. Entrando nel merito dell’indagine effettuata da PoieinLab, che analizza gli effetti sulle famiglie, si osservano dati apparentemente meno negativi: circa il 70% dei rispondenti che costituiscono i campioni dichiara che la situazione economica personale e della famiglia è rimasta invariata, mentre è peggiorata per il 25%. Quanto ai consumi, il 67% ha cambiato abitudini, mentre il 33% ha aumentato la propensione al risparmio. Emerge anche una discreta conoscenza delle misure che l’Unione Europea intende adottare, soprattutto con riferimento al Mes; gli “informati” sono il 66%, mentre oscillano fra il 49% e il 43% coloro che conoscono misure quali le garanzie della Banca Europea per le Pmi, il Sure e il Programma di acquisto di titoli da parte della Bce. La partita vera, però, si giocherà in autunno. E non ci saranno i tempi supplementari. —

* commercialista

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