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Gregorio Ceccarelli, l’alfiere del vino prodotto sulla Montagna Pistoiese

Carlo Bardini
Gregorio Ceccarelli, l’alfiere del vino prodotto sulla Montagna Pistoiese

Sta imbottigliando quello della seconda vendemmia: «I pareri sono positivi, ora ho bisogno di creare un mercato vero»

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CUTIGLIANO

Il sogno di Gregorio Ceccarelli non solo è uscito dal cassetto, ma addirittura adesso ha corpo e gambe. La produzione di vino anche nella sua montagna pistoiese, a quota 1200 metri nei pressi di Pian degli Ontani, sta dando i frutti sperati ed in questi giorni sta lavorando all’imbottigliamento del vino bianco e di quello rosè. Ma non solo. Il suo obiettivo è quello di ingrandirsi sempre più, arrivando al punto di creare una struttura economica in grado di immetterlo sul mercato. Per l’esattezza siamo alla seconda vendemmia. Ma questa del 2019 risente in positivo della maggiore esperienza che Ceccarelli ha acquisito in questi anni. Lui, che conduce un’attività ricettiva assieme alla famiglia a Pian degli Ontani, ha sempre avuto la passione della cultura vinicola e ha sempre creduto nella potenzialità della sua montagna. Ora questa lo sta ripagando degli sforzi fatti in questi anni e gli sta consegnando un vino davvero competitivo. “Il Tirreno” ha seguito il suo percorso fin dall’inizio e questa volta è andato a trovare Gregorio nel momento dell’imbottigliamento della seconda produzione targata 2019. Ricordiamo che Gregorio Ceccarelli ha il suo vigneto originale presso il podere del “Quercio” lungo una strada che è una sorta di mulattiera subito lasciata la strada asfaltata dopo Pianosinatico dirigendosi a Cioppeto. Successivamente cura anche altre viti in zona Rivoreta.

«Da quando ho mosso i primi passi – spiega Ceccarelli – si vede chiaramente che adesso è una vigna in produzione e che il prodotto è migliore rispetto alla vendemmia del 2018. Chiaramente essendo un vino di alta quota in montagna, mantiene delle peculiarità. Quindi il vino bianco ha una sapidità spiccata e ha circa 12 gradi. Chi lo ha assaggiato, comunque, mi ha dato un parere positivo».

Poi precisa: «Siccome per il momento si parla ancora di quantità molto piccole, circa 5 quintali – afferma – abbiamo deciso assieme all’agronomo e all’enologo che mi seguono di fare un blend delle uve Muller-Thurgau, Manzoni bianco, Riesling renano e Chasselas. Mentre il rosso, la cui maturazione è più tarda e bisogna aspettare la fine dell’estate, sono uve di Pinot nero».

In questi giorni nella sua cantina a Pian della Quercia, Gregorio sta imbottigliando ma anche etichettando le sue bottiglie. «Avrei potuto scegliere anche un altro sistema più veloce – afferma – ma ho deciso di fare tutto il processo produttivo da solo, nella mia cantina. Questo vuol dire anche etichettare a mano ogni singola bottiglia. Magari qualche etichetta potrà venire storta, ma anche questo è un segno della produzione in proprio».

Poi Gregorio Ceccarelli getta lo sguardo molto più avanti. Chi ha un sogno da realizzare non può fermarsi al primo traguardo raggiunto. «Il mio obiettivo è sempre quello di produrre il mio vino sulla montagna pistoiese con le peculiarità che ne derivano. Però non farlo solo al livello locale o per gli amici. Vorrei realizzare un vigneto in grado poter sostenere una struttura economica e creare un prodotto che possa essere immesso sul mercato. Ci sto lavorando, tanto che mi sono anche allargato comprando un altro terreno a “La Forca” sopra Cutigliano. Un appezzamento di oltre un ettaro. Ma ci vuole tempo e soprattutto superare anche una certa burocrazia per acquisire i diritti di impiantare un vigneto».

Intanto il bianco ed il rosè “Quota 1100” si possono assaggiare tranquillamente andando a trovare Gregorio Ceccarelli a Pian degli Ontani. Vino della montagna pistoiese. E non è poco. –

Carlo Bardini

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