Il Tirreno

Pistoia

Presidente Zogheri, alla Fondazione serve più democrazia

giorgio federighi* ; * commercialista ed ex vicesindaco di Pistoia

Troppe deleghe in assemblea? Federighi prende atto delle precisazioni, ma insiste 

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la polemica

giorgio federighi*

I numeri (dei votanti realmente presenti e di quelli per delega all’assemblea dei soci che ha eletto il nuovo Consiglio della Fondazione Caript, ndr) non erano quelli da me indicati. Ne prendo atto volentieri! Forse sarebbe stato meglio se, insieme ai nomi degli eletti e di quelli “top” non eletti, la Fondazione avesse comunicato anche i dati dei partecipanti, dei delegati, dei soci presenti personalmente o in remoto, il totale tutto sommato è simile a quello da me indicato, così non sarei incorso nell’errore sopradetto...

Ringrazio il presidente della Fondazione Zogheri di darmi atto che mi sono sempre dimostrato di essere più fedele ai principi che alle logiche di appartenenza. Dopo tutto il tam tam di telefonate, pressioni, riunioni più o meno carbonare iniziate addirittura a gennaio-febbraio avevo ben chiaro che era molto probabile un risultato quale si è poi verificato (curiosamente, quasi tutti i candidati eletti hanno avuto preferenze racchiuse in un ventaglio di 12 preferenze).

Come Zogheri afferma, posso aver sbagliato “per sentito dire”. Sono invece certo di aver infruttuosamente cercato sul sito della Fondazione il verbale dell’assemblea dei soci. Sarebbe bene che ad esso venisse dato il massimo di pubblicità, con la possibilità di leggere i vari interventi.

Male non sarebbe anche che si programmassero incontri con la città del tipo di quelli che, fino a qualche anno, la Fondazione svolgeva almeno due volte l’anno. Come male non sarebbe, che venisse dato corso ad una revisione delle norme che regolano la vita associativa della Fondazione nel senso di una maggiore democraticità. Basta esaminare la contorta catena nella quale la “governance” si estrinseca per capire che molto si potrebbe fare in tal senso.

Un ente così importante nel nostro territorio non può essere sordo di fronte a questa necessità. Esso è pressoché l’unico, pubblico e privato nel nostro territorio che, nel presente e nel futuro, non solo prossimo non avrà problemi di bilancio e di possibilità di sollecita erogazione, stante il periodo difficilissimo che attraversiamo.

In considerazione di quanto sopra, anche da parte della Fondazione, dovrà essere fatto ogni sforzo per “tirare la cinghia”, per rivedere in senso diminutivo le spese correnti, a cominciare dall’ammontare totale delle remunerazioni, ivi comprese quelle per consulenze e per il funzionamento presente e futuro delle società partecipate che non sarebbe male conoscere fin da ora, quelle passate, le presenti e le future.

Negli interventi a favore del tessuto economico-produttivo della città, da non disperdere in mille non significativi rivoli, dovrà esserci sempre più autonomia e minore subalternità, anche rispetto ad un ente economico territoriale come la Camera di commercio, ormai scarsamente rappresentativo e spesso al rimorchio di alcune associazioni di categoria. Questo comporterà il ridimensionamento di alcune costose iniziative, ma certamente favorirà la ripartenza, tuttora, almeno in certi settori, assai problematica e di dubbia entità. —

* commercialista

ed ex vicesindaco di Pistoia



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