Il Tirreno

Pistoia

Caript, i votanti sono stati 124 Federighi parla per sentito dire

Lorenzo Zogheri* ; * Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia
Caript, i votanti sono stati 124 Federighi parla per sentito dire

La replica del presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia 

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La LETTERA

Lorenzo Zogheri*

Il dottor Giorgio Federighi, nella sua lettera pubblicata sul “Tirreno” lo scorso 4 luglio, ha espresso riserve sul grado di democraticità delle normative statutarie e dei meccanismi coi quali la governance della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia è stata rinnovata, e ha sollevato dubbi sulla correttezza dello svolgimento dei lavori assembleari e delle operazioni di voto.

I suoi rilievi sono basati sulla circostanza, riferitagli da alcuni partecipanti (non essendo egli socio), secondo la quale “i presenti all’assemblea erano in numero nettamente inferiore di alcune decine, a quello di coloro, circa settantacinque, che avevano da tempo rilasciato deleghe, forse anche in bianco, senza la preventiva annotazione del nominativo delegato”.

Affermazioni gravi

Tutte le suddette affermazioni non corrispondono in alcun modo alla realtà dei fatti, e sono al tempo stesso assai gravi, perché possono minare la credibilità, il prestigio e la autorevolezza della Fondazione, che, da sempre, hanno rappresentato i presupposti essenziali della efficacia della sua azione.

La realtà dei fatti

Vediamo allora come stanno realmente le cose.

I principi che regolano gli organi della Fondazione, le loro funzioni, la loro composizione e le modalità di scelta dei loro membri, sono dettati dal Decreto Legislativo 153/1999 (cosiddetta Legge Ciampi) e dal Protocollo di intesa sottoscritto con il Ministero della Economia e delle Finanze in data 22 aprile 2015.

Il regolamento cariche

La nostra Fondazione, al fine di adeguarsi ai predetti principi, nel corso dell’anno 2015 ha deliberato le necessarie modifiche statutarie e ha adottato il Regolamento Cariche, finalizzato, quest’ultimo, ad assicurare che nel procedimento di composizione degli Organi sia garantita la presenza di personalità in grado di concorrere proficuamente al raggiungimento degli scopi dell'Ente, nel rispetto dei criteri di rappresentatività, professionalità, competenza e autorevolezza.

Le regole adottate sono state approvate dal Ministero della Economia e delle Finanze, che evidentemente le ha riconosciute conformi alle norme di legge che disciplinano la vita delle Fondazioni.

D’altra parte, tali regole, compresa quella che permette a ciascun socio di rappresentare per delega due altri soci, sono comuni ad altre fondazioni, anche territorialmente vicine alla nostra; circostanza, anche questa, che conferma ulteriormente il rispetto dei principi di trasparenza, democraticità e rappresentatività sui quali invece il dottor Federighi ha espresso apoditticamente le sue riserve.

Le presenze in assemblea

I veri dati sulle presenze in assemblea, da soli, dimostrano poi l’assoluta infondatezza anche degli altri rilievi riportati nella lettera; i soci presenti personalmente, fisicamente o da remoto, sono stati infatti ben 86, mentre quelli rappresentati per delega sono stati 38, con la precisazione che solo 14 delegati rappresentavano due soci.

I votanti complessivi sono stati quindi 124 su un totale di 138 aventi diritto al voto, a testimonianza della grande partecipazione dei soci.

Affermazioni senza fondamento

Si evince quindi chiaramente che le affermazioni riportate dal dottor Federighi sono destituite di ogni fondamento, e sarebbe a questo punto utile conoscere chi è stato a fornirgli delle informazioni così clamorosamente non veritiere.

Nessuna delega in bianco

Desidero inoltre precisare che non risulta essere pervenuta alcuna delega in bianco e che alle operazioni di voto e di scrutinio, per la prima volta nella storia della Fondazione, ha partecipato anche un notaio, proprio al fine di garantire la segretezza del voto e l’assoluto rispetto delle regole.

Il “sentito dire”

Il dottor Federighi, che ha sempre dimostrato di essere più fedele ai principi che alle logiche di appartenenza, dovrebbe sapere che il “sentito dire”, anche giuridicamente, è un pessimo criterio su cui fondare rilievi, critiche o, peggio ancora, accuse.

La collegialità

Da parte mia, come ho affermato nel programma di mandato, assicurerò tutto il necessario impegno per far sì che, nel rispetto delle legittime diversità di opinioni, sia sempre garantita la partecipazione, la collegialità e la trasparenza e siano messe a sistema tutte le competenze di chi opera all’interno della Fondazione. Al tempo stesso però agirò sempre, in tutte le sedi competenti, perché sia tutelata la reputazione della Fondazione.

Ringrazio infine il dottor Federighi per gli auguri di buon lavoro formulatimi, che accetto davvero molto volentieri. —

* Presidente

della Fondazione

Cassa di Risparmio

di Pistoia e Pescia

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