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Micio passa l’Appennino nascosto nel parafango

Micio passa l’Appennino nascosto nel parafango

Il gattino è stato recuperato dai pompieri a Castel di Casio Era rimasto incastrato sabato nell’auto partita da Pistoia

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pistoia

È lunga la strada che da Pistoia porta a Castel di Casio, in provincia di Bologna. Ci vuole quasi un’ora se si prende la Porrettana passando dalla Valdibrana, e sono 40 chilometri, oppure ancora di più se si passa dalle Piastre, per non parlare dell’alternativa che prevede il passaggio dalla riserva naturale dell’Acquerino.

Strade di montagna, piene di curve, che però non hanno scoraggiato un micio di pochi mesi, che ieri mattina ha fatto capolino dal parafango di un’auto parcheggiata davanti a un bar del comune bolognese.

Se n’è accorto un passante, che ha visto una zampetta sulla ruota. Forse ha pensato di aver visto male, si è avvicinato e ha scoperto che sotto al parafango c’era effettivamente un gatto. Non c’era verso di tirarlo fuori, e così qualcuno ha chiamato i vigili del fuoco ed è iniziata una lenta opera di recupero, per non fare danni né all’auto né al micio. Alla fine il gattino è stato recuperato e affidato a una persona del posto che si è mossa a compassione.

Il racconto del proprietario dell’auto ha poi fatto emergere il resto della storia. Si è così capito che il micio non si era infilato nel parafango della vettura ieri mattina, ma stando a quanto riferiscono i vigili del fuoco, addirittura sabato, quando l’auto era a Pistoia.

Non è dato sapere esattamente dove, ma il proprietario pare sicuro, per cose che sa soltanto lui, che il “passeggero” sia salito a bordo il giorno prima, dunque proprio a Pistoia.

Il resto è affidato alle deduzioni. Probabilmente l’animale è rimasto incastrato nel parafango, ma in una maniera tale da non venire in contatto col pneumatico, che ha fatto migliaia e migliaia di giri prima di arrivare a Castel di Casio da Pistoia.

Non è la prima volta che succede. In altre occasioni sono stati trovati gatti nel vano motore delle auto, scoperti soltanto grazie a un miagolio sospetto. A conferma del detto sui gatti che hanno sette vite.

Ora però il micio tosco-emiliano è diventato famoso. La sua foto è finita sui siti web dei principali quotidiani e chissà che qualcuno a Pistoia non lo riconosca e ne rivendichi la proprietà. È un “tricolore”, il musetto è simpatico e ha un occhietto semichiuso, forse conseguenza del travagliato passaggio dell’Appennino, quei quaranta chilometri nel parafango che avrebbero spaventato felini ben più navigati, ma non lui, che apparentemente gode di buona salute. E di almeno altre sei vite. —

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