Sicurezza
Scuole sicure, orari, mense, servizi bus: per settembre a Pistoia è corsa contro il tempo
L’assessore comunale Alessandra Frosini: «La situazione è complessa e siamo in estremo ritardo. Servirà la collaborazione delle famiglie»
PISTOIA. Visto con gli occhi di oggi, il rientro a scuola di settembre somiglia ad un gigantesco puzzle. In ogni scuola c’è da verificare se le aule sono grandi abbastanza per consentire lezioni in sicurezza e da valutare se fare o meno orari sfalsati di ingresso, in modo da ridurre gli assembramenti. Il Comune aspetta di conoscere le richieste di spazi aggiuntivi che – è probabile – verranno dai presidi e intanto lavora ad organizzare il servizio mensa e cerca un coordinamento con il Copit per mettere a punto un servizio di trasporto adeguato. Interpretare le direttive post Covid del governo e calarle nella realtà concreta delle scuole è compito da far tremare i polsi di qualunque amministratore.
L’assessore all’istruzione Alessandra Frosini è sincera: «Siamo in estremo ritardo, certo non per colpa nostra. La situazione è complessa, c’è tantissimo da fare. Per fortuna noto in tutti la volontà di lavorare insieme per arrivare al miglior risultato possibile. E poi sono ottimista di natura. Ciò non toglie che delle criticità ci saranno. E per questo chiedo fin d’ora la collaborazione da parte delle famiglie: quello che comincerà a settembre non è un anno scolastico qualunque».
Al momento la patata bollente degli spazi è nelle mani dei dirigenti scolastici, che devono verificare la compatibilità delle classi a loro disposizione con le distanze (un metro da bocca a bocca) di sicurezza indicate dal governo. Non solo: devono anche tener conto degli accorpamenti forzati delle classi dovuto al taglio delle cattedre (41 in tutta la provincia, se non ci saranno clamorose marce indietro) decise dal Ministero. L’idea è comunque di privilegiare la ricerca di nuovi spazi all’interno delle scuole, sfruttando anche i fondi messi a disposizione dal governo.
Il Comune al momento si concentra sui suoi servizi, in particolare su quello delle mense. Frosini è reduce da un incontro con i dirigenti scolastici e le aziende che hanno l’appalto, cioè Camst e Ristorart. Il Comune è chiamato a fornire cinquemila pasti al giorno. «Ma non sappiamo ancora con quali modalità – spiega l’assessore – se cioé gli alunni mangeranno in aula, con delle monoporzioni, o in mensa. Nel primo caso ci sarà bisogno di personale di sorveglianza... E poi con quali orari? Tutti insieme o faranno i turni?».
Parallelamente il sindaco Tomasi ha incontrato i vertici del Copit, per iniziare a studiare le strategie più sicure per trasportare migliaia di studenti da casa a scuola.
Frosini sottolinea che la Conferenza zonale di Pistoia (in pratica l’assemblea dei Comuni dell’area, presieduta da Pistoia) sta lavorando di comune accordo con quella della Valdinievole per trovare soluzioni uniformi. Intanto la stessa Conferenza zonale ha reso pubblica una lettera inviata all’Ufficio scolastico regionale, per esprimere la propria preoccupazione per i tagli annunciati nei vari ordini di scuola. «In una fase così delicata, porterebbero conseguenze e complicazioni irrisolvibili». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
