Gioco
Fondazione, un grande bilancio ma una “governance” oligarchica
All’ultima assemblea, quando si è trattato di eleggere i nuovi consiglieri le deleghe rilasciate dai soci assenti superavano il numero dei presenti
la polemica
giorgio federighi
Ho letto l’articolo relativo all’assemblea con la quale i soci della Fondazione Caript hanno espresso parere favorevole al Bilancio per l‘esercizio 2019, peraltro già approvato dal Consiglio generale uscente in una precedente seduta. I dati sono davvero lusinghieri, frutto di una gestione da sempre oculata e proficua per l’Ente. Veramente di rilievo l’ammontare delle erogazioni previste nel corso di quest’anno, quanto mai opportune in questo periodo post-Covid19, tanto più che è facilmente prevedibile che la Fondazione sarà probabilmente l’unico ente, pubblico e privato che, nel nostro territorio, non avrà problemi di bilancio e di possibilità di sollecita erogazione.
Nel corso dell’assemblea si è provveduto all’elezione del nuovo Consiglio generale per il periodo 2020-2025. I nomi che sono stati rieletti, sia i molti, quasi tutti, che conosco ed anche quelli eletti ex-novo, sono sicuramente di valore ed in grado di dare un apporto positivo al funzionamento dell’organo nel quale sono stati eletti.
Mi sia però permesso, a questo punto, di esprimere alcune riserve sul grado, diciamo così, di “democraticità” delle normative statutarie e dei meccanismi elettorali con i quali la “governance” dell’Ente è stata rinnovata. Alcuni dei partecipanti riferiscono che i presenti all’Assemblea erano in numero nettamente inferiore di alcune decine, a quello di coloro, circa 75, che avevano da tempo rilasciato deleghe, fors’anche in bianco, senza la preventiva annotazione del nominativo delegato; questa circostanza, se vera, è certamente riprovevole e forse legittima la definizione che qualcuno ha dato della Fondazione come ente “fortemente autoreferenziale e oligarchicamente condotto”.
Mi auguro che il nuovo presidente Lorenzo Zogheri, persona sicuramente competente, equilibrata e di buon senso, ed al quale rinnovo i miei auguri di buono e proficuo lavoro, saprà affrontare anche queste problematiche, rendendo tutta la normativa che governa la Fondazione meno arcaica e più rappresentativa. —
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