Sos per le piante cadute nel letto del torrente
Protestano le famiglie che risiedono in via del Podere a Maresca. «Per controllare sono venuti i tecnici del Comune ma il problema non è risolto»
Maresca.
Una petizione tra le famiglie del piccolo borgo, lettere all’amministrazione comunale di San Marcello-Piteglio, tutto per denunciare la caduta di alcune piante nel piccolo torrente ed il relativo pericolo provocato da questo “tappo” naturale. Ma a parte un recente sopralluogo da parte dei tecnici dell’ente guidato da Luca Marmo, ancora nessun fatto concreto: le piante sono ancora nel torrente.
Siamo a Maresca, in via del Podere. Solo poche famiglie, alcuni lavatoi ormai storici, una strada alquanto dissestata e, di recente, la caduta di alcune alte piante dalla scarpata al lato del torrente del Fosso, che si immette nel più grande Maresca, che ancora nessuno ha tolto.
Le recenti piogge dei primi del mese, hanno allarmato ancora di più le famiglie che vi abitano, perché la paura è quella di ritrovarsi queste piante ancora più in basso a creare seri problemi. «Poco dopo che si verificò questa caduta di piante – spiega Lucia Biondi – un mio parente scrisse alla Renana (il consorzio di bonifica, nda) ma gli fu risposto che non era di loro competenza. Allora comunicò l’accaduto anche al Comune di San Marcello-Piteglio. Queste piante sono cadute da un lato del fiume, e siccome sono molto alte, sono venute dalla parte del mio giardino e solo la forza di alcune radici le tiene ancora in quella posizione. Con le forti piogge di diversi giorni fa siamo rimasti ancora più scossi perché non sappiamo che danno potrebbero arrecare. Sono da togliere. Facemmo anche una raccolta di firme».
Non è la prima volta che i tecnici comunali fanno capolino in via del Podere. Anni fa intervenirono per delle buche nella strada. «Strada che è ancora dissestata – lamenta Biond i– e dovrebbero intervenire anche in questo caso».
A proposito delle piante cadute, i tecnici del Comune hanno fatto un sopralluogo nei giorni scorsi. «Ma per ora non abbiamo visto altri – afferma Oretta Frizzi, che abita proprio sopra – la speranza è quella che prima possibile possano fare il lavoro». Ma le famiglie di via del Podere sono ancora in attesa. –
C. B.
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