Italia
Il Covid non blocca la generosità dell’Avis, festa per i donatori
Nei primi mesi del 2020 le dosi di sangue e di plasma cresciute rispetto all’anno scorso. Presidente soddisfatto
San Marcello. Nonostante tutte le difficoltà e gli impedimenti dovuti all'emergenza sanitaria Covid-19 e nonostante il calo delle giornate disponibili, le donazioni di sangue e plasma in questi primi mesi del 2020 sono state maggiori rispetto allo scorso anno.
Ed è per questa ragione che il consiglio di Avis Montagna Pistoiese desidera ringraziare pubblicamente tutti i suoi donatori che da sempre rappresentano la forza del sodalizio.
«Ancora una volta – si legge in una nota dell’associazione presieduta da presieduta da Francesco Gaggini – la piccola comunità montana risponde in modo più che positivo alle richieste di aiuto e solidarietà. Avis Montagna Pistoiese in questo periodo di quarantena e “chiusura”, ha lasciato le porte aperte e i donatori si sono presentati come prima e più numerosi. Si è voluto proteggere le colonne portanti e consigliato di di stare a casa a tutti i volontari che, superato gli "anta", erano una categoria da proteggere e rispettare. Il loro lavoro, fondamentale durante i mesi passati è stato interrotto e sostituito da altrettanti validi volontari più giovani, momentaneamente liberi dal lavoro, che a causa della chiusura totale delle attività economiche erano impossibilitati a recarsi al proprio lavoro e quindi disponibili a tenere aperto il centro trasfusionale ed il punto di ristoro per fornire una piccola colazione dopo la donazione».
Il presidente Avis sottolinea di aver dato la priorità, nel momento del lockdown, alla salute dei volontari. «Con tutti i disagi del momento, le paure, le precauzioni da adottare – continua la nota – i numeri raggiunti dalle donazioni di questo periodo di pandemia hanno ancora una volta dato testimonianza che la comunità della montagna è sensibile ed attenta alle esigenze del mondo sanitario, raggiungendo numeri maggiori rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente». —
CARLO BARDINI
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