Il Tirreno

Pistoia

Sette videocaschi per il 118 di Pistoia, primi in Italia a sperimentarli

di Fabio Calamati
Sette videocaschi per il 118 di Pistoia, primi in Italia a sperimentarli

Così il medico in centrale osserva tutto quello che vedono i soccorritori sul posto. Paolini: può salvare vite umane

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PISTOIA. Gli occhi di un medico possono essere fondamentali per salvare la vita della vittima di un malore o di un incidente. Ma come fare quando l’intervento di emergenza vede in azione solo volontari su un’ambulanza? Certo, l’addestramento e l’esperienza possono essere di grande aiuto, ma un medico sul posto è un’altra cosa, specie quando anche un minuto può essere decisivo.

Ecco allora l’idea: fornire i volontari di videocamere integrate con la loro tenuta da lavoro, in collegamento permanente con la centrale 118 e con il medico, che così è idealmente trasportato sul posto e può guidare al meglio l’azione dei volontari.

Si chiama “sistema di telepresenza” e i primi in Italia ad esserne dotati saranno i volontari pistoiesi. La Centrale 118 guidata dal dottor Paolo Paolini ha infatti ricevuto in dono dall’associazione Amo Pistoia 5 caschetti attrezzati con i necessari dispositivi. Valore complessivo, circa 3.250 euro, che l’associazione ha raccolto grazie anche alla mobilitazione di altre realtà: dal Gek Galanda Group al Centro ginnico Olimpia, al Comitato cittadino Giostra dell’Orso, con i quattro rioni, alla tabaccheria Pancani e a tanti anonimi cittadini.

L’iniziativa è stata presentata ieri nella sede della Centrale 118 alla presenza dello stesso Paolini, del sindaco Tomasi e della vice Anna Maria Celesti, dei rappresentanti di Amo Pistoia (tra cui il presidente Paolo Romoli e l’assessore Alessandro Sabella) e di coloro che i caschetti hanno progettato e realizzato: la ditta Time Group di Capannori (con il project manager Mirco Manciulli) e la Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, in particolare il professor Piero Castoldi.

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L’idea è nata all’interno di “Amo Pistoia” durante il lockdown: perché non fare qualcosa per il personale sanitario più in prima linea, i volontari del Pronto soccorso? Detto, fatto: il dottor Paolini ha subito pensato ad un progetto in itinere, per il quale il 118 pistoiese aveva già svolto una sperimentazione di tre mesi nell’estate 2019: i caschetti per la telepresenza, appunto. Frutto di una collaborazione nata all’ombra di uno stanziamento regionale, infatti, i caschetti erano già stati ideati e testati, proprio a Pistoia, dove sono stati impiegati in circa 400 interventi, rivelandosi fondamentali in quei casi (ictus, insufficienza respiratoria acuta, dolore toracico) in cui il tempo è una variabile decisiva.

Grazie alla collaborazione con Pistoia il progetto si è via via affinato e gli attuali caschetti sono molto leggeri e comodi da indossare. Averli avuti disponibili durante la fase di emergenza della epidemia Covid, tra l’altro, avrebbero fatto molto comodo.

Il funzionamento è semplice, i sistemi messi a punto dalla Time Group garantiscono immagini stabili e un audio in perfetto sincrono. Entrambi possono essere visti dal medico su un pc o su un tablet. Dopo averle viste, tra l’altro, le immagini si cancellano, in modo da evitare buona parte dei problemi legati alla privacy.

Tra l’altro la stessa azienda lucchese ha donato altri due caschetti, portando così a 7 quelli che d’ora in poi saranno in dotazione al 118 pistoiese. Primo in Toscana e in Italia ad utilizzare strumenti del genere, assicura Paolini. Insomma, un altro fiore all’occhiello del Dipartimento di emergenza urgenza di Pistoia, che – come ha sottolineato Celesti – è da tempo una eccellenza riconosciuta della sanità toscana.

Pioggia di ringraziamenti nei discorsi ufficiali e un impegno: ora che i primi caschetti sono arrivati, per completare l’equipaggiamento delle ambulanze in servizio (e ne serviranno molti altri) ci dovrà pensare l’Asl a metter mano al portafoglio.

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