La protesta
Addio al patto tra soci Publiacqua Pistoia non segue Firenze e Prato
L’amministrazione Tomasi (con Serravalle) assente all’assemblea di giovedì L’assessore Semplici: «La ripubblicizzazione dell’acqua qui non c’entra nulla»
PISTOIA
L’assemblea dei soci pubblici di Publiacqua, convocata giovedì 25, ha approvato la disdetta dei patti parasociali che vennero sottoscritti nel 2006 tra gli stessi soci pubblici (i Comuni, tra cui Firenze, Prato e Pistoia, Consiag, Publiservizi, tutti insieme il 60% della spa) - e il socio privato “Acque blu fiorentine”, controllata da Acea (azienda del Comune di Roma) e Suez. Il passaggio è considerato una prima tappa nel cammino verso la ripubblicizzazione dell’acqua, cioè l’esclusione di privati dalle società di gestione. Il patto garantisce al socio privato la nomina dell’amministratore delegato e disegna un equilibrio di poteri che il Comune di Firenze, principale azionista, e la società Consiag (controllata dal Comune di Prato) ora vogliono mettere in discussione.
All'assemblea e al voto non ha però preso parte il Comune di Pistoia. Perché? L'assessore alle partecipate, Margherita Semplici, spiega le ragioni della scelta. «Quello all'ordine del giorno dell'assemblea del 25 giugno – spiega – è stato un passaggio che non ha niente a che fare con il processo di ripubblicizzazione dell'acqua, che si concretizzerà, invece, dopo il 31 dicembre 2024. Inoltre la disdetta dei patti parasociali ci è stata proposta dal Comune di Firenze nel tardo pomeriggio del 10 giugno. Non c'erano per noi i tempi sufficienti per valutare a fondo la questione e le sue effettive conseguenze, anche alla luce della considerazione che avremmo dovuto fare un passaggio in commissione e in consiglio comunale per avere un mandato di voto per l'assemblea del 25 giugno». In effetti proprio così hanno fatto il Comune di Prato (18 giugno) e quello di Firenze (22 giugno).
« Da parte dei promotori, la disdetta dei patti parasociali – continua Semplici – ci è stata presentata come un passaggio su cui si sarebbe potuti eventualmente tornare sopra in futuro, stipulando nuovamente i patti con il soggetto privato alle condizioni precedenti: si tratta di una prospettiva che avrebbe richiesto quantomeno una valutazione e l'avvio di una trattativa precedente alla comunicazione di disdetta, anche considerando che una volta sciolto un contratto non è detto che il privato accetti le stesse condizioni in un nuovo accordo. Per noi si trattava sostanzialmente di un salto nel buio, visti i tempi con cui la disdetta è stata proposta ed il necessario passaggio che avremmo dovuto fare in consiglio comunale, dove sarebbe stato, inoltre, obiettivamente difficile presentare l'eventuale posizione favorevole a una disdetta in questi termini, dal momento che le conseguenze di una scelta in questo senso non erano chiare».
«Quello che mi preme chiarire – prosegue Semplici – è che la scelta di disdire i patti parasociali non c'entra nulla con la ripubblicizzazione del servizio idrico: un conto sono i rapporti interni tra soci, un altro è la gestione del servizio idrico. La nostra amministrazione è assolutamente favorevole alla ripubblicizzazione e sarà della partita nei passaggi di tutto il processo. Per le stesse nostre motivazioni, all'assemblea del 25 giugno non hanno peraltro preso parte nemmeno il Comune di Serravalle e Publiservizi spa».
Non si tratta quindi di una contrarietà di principio alla ripubblicizzazione (era anche nel programma elettorale del sindaco Tomasi), ma di una diversa valutazione sulla necessità di sciogliere il patto parasociale tra soci pubblici e privato come primo passo. Fatto sta che la maggioranza dei soci pubblici (Firenze e Consiag rappresentano il 45% del capitale) la pensa diversamente: salvo sorprese, il patto verrà sciolto e questo, ovviamente, varrà anche per Pistoia. —
tommaso artioli
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