Gioco
Insegnanti e genitori in piazza del Duomo a Pistoia: «Soldi e personale per salvare la scuola»
Bocciate le “linee guida” per la ripresa settembrina della ministra Azzolina. Dami (Cobas): «Se non le ritira, occuperemo le scuole»
PISTOIA
Gli applausi più convinti dalla piazza arrivano quando il leader dei Cobas Carlo Dami rilancia la sua proposta. «Se a settembre non saranno state profondamente cambiate le linee guida della ministra Azzolina, noi occupiamo le scuole, facciamo l’autogestione secondo le nostre linee guida».
Circa duecento persone (trecento secondo gli organizzatori) a Pistoia hanno accolto giovedì 25 giugno l’invito del Comitato nazionale “Priorità alla Scuola” a manifestare per il rilancio della scuola pubblica, con assunzioni, investimenti nelle strutture. E soprattutto lo stop definitivo alla “Didattica a distanza”, strumento utile per fronteggiare l’emergenza Covid ma assolutamente non polungabile oltre, visto i guasti che crea soprattutto tra gli studenti privati del contatto umano con i loro compagni e con i docenti. Ma la piattaforma su cui era stata convocata la manifestazione (a Pistoia e in altre 60 piazze in Italia) è stata cambiata radicalmente dall’uscita di un documento di 18 pagine firmato dal ministro dell’istruzione Azzolina, le famose “linee guida” che avrebbero dovuto spiegare come la scuola italiana riprenderà a funzionare a settembre.
A chiarire le idee a tutti ci ha pensato Francesca Sensi, esponente del comitato “Priorità alla scuola”. «In sostanza – ha detto – nelle linee guida c’è scritto che i presidi si arrangino. Non c’è un livello minimo di didattica da assicurare, non ci sono soldi da spendere. A maggio noi stessi avevamo chiesto linee guida per settembre pregando di far presto, ma se il risultato è questo, potevano farci aspettare ancora».
La manifestazione pistoiese si è svolta in una piazza del Duomo priva di bandiere di partito o sindacato (spiccavano solo gli striscioni, come “Agitiamoci, Istruiamoci, Organizziamoci” o “Più scuola oggi, meno disoccupazione domani”). In piazza presenze politiche trasversali: dalla FdI Francesca Capecchi all’assessore regionale Pd Federica Fratoni. Ad ascoltare gli oratori, una folla di insegnanti e genitori. Pochissimi gli studenti.
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Carlo Dami ha sottolineato come le linee guida ministeriali spalanchino le porte a realtà come le classi differenziali, le pluriclassi, i doppi e tripli turni. Monica Cedrola (Comitato docenti precari) ha parlato del maxi-taglio (41 cattedre) che è piombato sulle scuole pistoiesi. «Fanno così per non assumere più docenti, ma noi tutti dobbiamo dire basta». E anche Samuela Breschi (Obiettivo Periferia) ha duramente stigmatizzato la “Didattica a distanza”, quella fatta in videoconferenze sul web ciascuno da casa sua. «Ha introdotto nelle scuole – ha detto – nuove barriere: non più architettoniche ma tecnologiche».
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Proprio quella “Didattica a distanza” che invece le linee guida ministeriali sembranovoler istituzionalizzare anche con la ripresa settembrina. Per scongiurare questo scenario tutti gli oratori hanno invitato i presenti a tenere alta la guardia. L’estate allenterà l’attenzione. Ma a settembre, se quelle linee guida non cambiano, la prospettiva che piaceva alla piazza di ieri è quella dell’occupazione delle scuole. —
fabio calamati
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