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Pistoia

Don Biancalani minacciato con un coltello da un migrante ospite della sua parrocchia

Massimo Donati
Don Biancalani minacciato con un coltello da un migrante ospite della sua parrocchia

Nigeriano arrestato per tentata rapina. «Voleva 50 euro, gli altri ragazzi lo hanno inseguito, preso e consegnato alla polizia»

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Era arrivato a Vicofaro una ventina di giorni fa, in cerca di tetto. Ma quello che inizialmente era stato ritenuto un semplice stato confusionale, ha lasciato via via il posto a manifestazioni di rabbia e aggressività sempre più marcate. E ad assurde richieste, anche di denaro, in un crescendo che ha avuto il suo clou ieri mattina, quando, brandendo un coltello da cucina, il 23enne nigeriano ha affrontato don Massimo Biancalani sulle scale della canonica pretendendo da lui 50 euro.

Sono stato momenti di paura quelli di ieri all’interno della parrocchia di Santa Maria Maggiore. Il sacerdote è stato difeso da alcuni degli altri migranti da lui ospitati, che hanno dapprima cercato di disarmare il giovane nigeriano e poi lo hanno costretto ad andarsene fuori mentre sul posto stavano accorrendo le forze dell’ordine. I poliziotti della Volante lo hanno trovato all’esterno, seduto, urlante. E anche loro sono stati minacciati con il coltello, tant’è che un agente ha dovuto spruzzargli addosso lo spray al peperoncino per fermarlo. Quindi la fuga e l’inseguimento per le strade del quartiere. Sono stati alcuni altri migranti a raggiungerlo per primi e a bloccarlo in via Viaccia. E a togliergli il coltello, con cui, tra l’altro, durante la fuga aveva danneggiato tre auto in sosta.

Già con alcuni precedenti alle spalle, il 23enne è stato portato in questura e, da lì, formalizzato l’arresto, in carcere, con le accuse di tentata rapina aggravata, resistenza aggravata e danneggiamento.

«Mentre salivo le scale lui è uscito con un coltello da cucina, di quelli per tagliare il pane, ha cominciato a brandirlo, a urlare che voleva i soldi. Ho cercato di parlarci, gli altri ragazzi hanno cercato di disarmarlo, ma quando mi sono reso conto che non era possibile, ho deciso di chiamare le forze dell’ordine. È arrivata la polizia, lui è scappato, lo hanno raggiunto i ragazzi nostri e lo hanno fermato... E ora è in carcere».

Attualmente nella parrocchia di Vicofaro don Biancalani sta ospitando circa 170 migranti. Tra di loro, anche alcuni giovani che avrebbero bisogno di assistenza di altro genere, di tipo psichiatrico.

«In questo momento sono quattro – conferma don Biancalani – tra cui il ragazzo di stamattina. Era arrivato da noi una ventina di giorni fa. All’inizio sembrava semplicemente confuso, poi piano pino, in crescendo, ha iniziato a dare di fuori con frasi sconclusionate, richieste fuori dal mondo. Voleva soldi, lui pensava che io dovessi dargli un pocket-money, cercava donne per sfogarsi. Abbiamo cominciato ad attivare le risorse che abbiamo per farlo aiutare. Dando sempre più in escandescenze, stamattina aveva fatto un colloquio con l’equipe legale che abbiamo. Voleva un permesso di soggiorno immediato, cosa che evidentemente noi non possiamo dare. È uscito da lì proprio mentre arrivavo io, con in mano il coltello da cucina...».

Ulteriore tensione si è aggiunta quando, richiamati dalle urla e dall’arrivo delle pattuglie di polizia e carabinieri, sono usciti in strada alcuni di quei residenti della zona esasperati dalla situazione creata dalla presenza a Vicofaro del gran numero di migranti. —

Massimo Donati

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