Il Tirreno

Pistoia

venerdì prossimo 

Quest’anno l’assemblea si tiene senza la presenza fisica dei soci

Oltre all’approvazione del bilancio 2019, l’appuntamento del 26 giugno vedrà anche le operazioni di rinnovo delle cariche sociali 

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Venerdì 26 giugno si svolgerà, in seconda convocazione, l’assemblea sociale di ChiantiBanca. Quello che per un credito cooperativo è l’appuntamento che riassume un anno di vita e diventa una tradizione particolarmente sentita per il socio, quest’anno si svolgerà in modalità del tutto eccezionali: senza presenza fisica, il conferimento di delega e le relative istruzioni di voto avverranno esclusivamente tramite il rappresentante designato, che il consiglio di amministrazione ha individuato nel notaio Marcello Focosi.

«Un dispiacere enorme – le parole del presidente Cristiano Iacopozzi – a cui abbiamo cercato di compensare, quanto meno parzialmente, stilando un calendario di consegna deleghe particolarmente fitto in cui saranno i consiglieri di amministrazione, distribuiti nelle varie sedi, ad accogliere i soci, in modo da creare, seppur in forma ridotta rispetto a un tradizionale appuntamento assembleare, una corretta relazione con la compagine sociale, che è la base del credito cooperativo assieme al personale dipendente».

Oltre all’approvazione del bilancio 2019 – chiuso con l’utile netto più alto mai registrato dalla banca (oltre 11 milioni) e al sensibile miglioramento di tutti i più importanti indicatori, a partire da quelli creditizi e patrimoniali – l’assemblea 2020 sarà oggetto anche di rinnovo delle cariche sociali: undici su tredici componenti dell’attuale consiglio di amministrazione si ripresenteranno al voto come unica lista, la conferma di una ritrovata armonia dopo la travagliatissima corsa elettorale del 2017.

Ricordi del passato, ormai cancellati dalla forza di un nome che mette d’accordo i vari territori coinvolti, operazione andata a compimento non in maniera semplicissima vista la complessità del percorso che ha portato alla nascita e al successivo rafforzamento di ChiantiBanca in ambito regionale.

Banca che si sviluppa in sette delle dieci province toscane (sono escluse Lucca, Massa e Grosseto), è frutto delle fusioni di cinque banche cooperative: nel 2010 quella fra Chianti Fiorentino e Monteriggioni (nel 2011 prende il nome attuale), nel 2012 l’acquisizione del Credito Fiorentino e nel 2016 l’incorporazione di Banca di Pistoia e Area Pratese. Alla fine di tutto questo, anche i propositi di way out – ovvero la trasformazione in società per azioni –, prima del ripensamento e la definitiva decisione di restare nel movimento cooperativo.

ChiantiBanca è una delle 136 Bcc – numero destinato a calare drasticamente già entro l’anno considerato il numero di processi di fusione in atto – che fa parte del Gruppo Bancario Iccrea, di cui rappresenta una delle banche di riferimento. —



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