Sicurezza
Vicofaro, droga nascosta nel confessionale: Salvini attacca don Biancalani su Facebook
Il leader della Lega pubblica un post dove fa riferimento all'arresto di un nigeriano che nascondeva la droga in uno dei confessionali della parrocchia di Vicofaro a Pistoia. Attacco della Ceccardi e replica di don Biancalani che minaccia querele
PISTOIA. Non si è fatto attendere molto Matteo Salvini, leader della Lega, per commentare la notizia per cui uno dei rifugiati ospitati da don Biancalani nella parrocchia di Vicofaro, è stato arrestato dalla polizia perché trovato in possesso di tre dosi di eroina pronte per essere spacciate, ma anche e soprattutto perché i poliziotti hanno scoperto che il nascondiglio per il materiale per confezionare la droga ed oggetti rubati era nella canonica, ed esattamente in un confessionale chiuso a chiave. Don Biancalani ha ammesso ai poliziotti che da tempo non riusciva a trovare le chiavi di quel confessionale.
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E così Matteo Salvini prende la palla al balzo e sul suo profilo Facebook scrive: "L'ospite del prete toscano che canta "Bella Ciao" in chiesa, adora i clandestini e vorrebbe accogliere tutta l'Africa in Italia? Spacciava e usava il confessionale come nascondiglio! Bel modello di "integrazione", proprio un bell'ambientino, complimenti". Il commento è arricchito da una foto con don Biancalani che viene abbracciato da un extracomunitario che gli bisbiglia qualcosa in un orecchio sotto al titolo che fa appunto riferimetno alla droga presente nel confessionale. Si riapre così lo scontro fra Matteo Salvini e don Massimo Biancalani che in passato ha già avuto ampia eco sui mezzi di informazione... e non solo.
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Sul caso interviene anche l'europarlamentare Susanna Ceccardi, neocandidata a presidente della Regione Toscana da parte della Lega. «Biancalani è riuscito nell’impresa di trasformare un luogo di culto in un luogo di spaccio. Rossi e il Pd hanno elargito a Biancalani oltre 70mila euro per il progetto "porte aperte per tutti in Toscana" e si sono resi complici di questa situazione», è il commento di Susanna Ceccardi, dopo il blitz della Polizia di Pistoia che ha portato alla custodia cautelare in carcere di un nigeriano trovato con tre dosi di eroina. Il giovane è stato inoltre trovato in possesso di una chiave di un cofessionale della chiesa di Vicofaro dove sono stati trovati struemnti per lo spaccio e merce rubata. «Adesso - aggiunge la candidata governatrice - siamo arrivati al punto di veder trasformato un confessionale della chiesa in un nascondiglio per lo spacciatore di turno. Non mi sorprende che la comunità di Vicofaro sia sul piede di guerra, mi sorprende invece che la regione Toscana abbia sostenuto questo folle progetto di accoglienza che ha distrutto la comunità parrocchiale del luogo». E conclude: «Andrò presto a Vicofaro, non certo per incontrare don Biancalani, come ha fatto la sinistra, ma per incontrare i parrocchiani ed i residenti che hanno bisogno di recuperare la loro tranquillità».
Non è mancata la protna replica di don Massimo BIancalani. «Un luogo di culto trasformato in centro di spaccio? Sono pronto a querelare Susanna Ceccardi per questa dichiarazione che ritengo diffamante. Non sono mica un delinquente. Io aiuto persone che ne hanno bisogno, non certo gli spacciatori», così ad Agi don Massimo Biancalani, parroco della parrocchia di Vicofaro a Pistoia e noto per le sue battaglie a favore dei migranti. Don Biancalani spiega poi: «ero presente all’ispezione della polizia nel confessionale e l’unica cosa che c’era sotto il sedile era un sacchettino di plastica da spesa, insieme ad altre cose. Ma non c’era traccia di droga». Il sacerdote di Vicofaro aggiunge: «Il ragazzo che noi abbiamo ospitato è stato fermato sabato e trovato con delle dosi di droga. Ha detto che dormiva da noi. Ho confermato alla polizia che questo ragazzo stava da noi per carità, perchè noi ospitiamo tanti ragazzi che sono stati estromessi dai percorsi di accoglienza». E ancora, tornando alla dichiarazione di Susanna Ceccardi, Biancalani dichiara: «La sua è una inaccettabile strumentalizzazione di una vicenda complessa. Dovrebbe invece ringraziarci per il servizio di accoglienza che offriamo a tante persone abbandonate dalle istituzioni. Noi rimediamo alle storture dei decreti Salviniani. Spero che i cittadini toscani si rendano conto del livello di questi politici e che non mettano loro in mano la Regione. Queste persone non possono avere un ruolo pubblico, a prescindere dal colore politico». E ribadisce: «Io non sono mica un delinquente. Sto cercando da solo e senza contributi dello Stato di aiutare delle persone abbandonate dalle istituzioni. So benissimo che ci sono dei rischi, possono esserci mele marce, ma spero che questo ragazzo possa cambiare vita una volta che avrà scontato quello che c’è da scontare. Spero che le forze democratiche intervengano e si facciano sentire. Don Biancalani non è uno spacciatore». E infine: «Con tutti i limiti sto cercando di dare una mano a delle persone, non certamente agli spacciatori. Appena la polizia ci ha contattato non abbiamo esitato a collaborare. Abbiamo un filo diretto con le forze dell’ordine e appena vediamo qualcosa che non ci quadra, segnaliamo, come è già avvenuto per alcuni episodi di sfruttamento di caporalato. È sempre nostra cura aiutare le forze dell’ordine a rintracciare chi imbocca strade sbagliate».
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