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Pistoia

industria ferroviaria 

Via libera dal Tar ai treni ibridi Hitachi Rail Respinto il ricorso dei francesi di Alstom

fabio calamati

Larga parte della commessa da 135 convogli sarà realizzata nello stabilimento di via Ciliegiole a Pistoia 

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PISTOIA

Seconda vittoria al Tar, nel giro di un anno, per Hitachi Rail, che si è vista confermare dai giudici amministrativi del Lazio la validità della commessa per i 135 treni ibridi (a trazione diesel ed elettrica) regionali ottenuta da Trenitalia il 27 luglio 2018. Valore complessivo, un miliardo e 230 milioni di euro, Iva esclusa.

Questa volta (l’udienza si era svolta a fine maggio ma la sentenza è stata pubblicata solo pochi giorni fa) a mettere in dubbio la correttezza della vittoria di Hitachi Rail erano stati i francesi di Alstom, eterni rivali del gruppo ferroviario pistoiese sui mercati di tutto il mondo. Ma il Tar del Lazio ha dato ragione a Trenitalia e quindi anche a Hitachi Rail, che ora potrà proseguire nella progettazione e, poi, nella realizzazione dei nuovi treni ibridi regionali, che verranno realizzati per lo più proprio nello stabilimento pistoiese di via Ciliegiole.

Una commessa particolarmente rilevante, quella brillantemente difesa davanti ai giudici amministrativi: il valore commerciale è notevole e il prodotto che Hitachi Rail realizzerà potrà utilmente essere proposto a tantissime compagnie di trasporto in giro per il mondo. Infine, si tratterà di un treno interamente progettato da Hitachi Rail, a differenza ad esempio del treno-simbolo del gruppo ferroviario italo nipponico, l’Etr 1000 Frecciarossa; che è bellissimo, prestigioso quanto si vuole, ma frutto comunque di una collaborazione con i canadesi di Bombardier, soprattutto a livello di progetto.

I 135 treni ibridi, lo ricordiamo, erano la fetta più piccola della maxi-gara da 5 miliardi lanciata nel 2015 da Trenitalia per il trasporto regionale. La porzione più grossa, 300 treni ad alta frequentazione, per un valore di 2,6 miliardi di euro, finì subito a Hitachi Rail, che presentò il nuovo modello “Rock”. Altri 150 convogli a media frequentazione furono assegnati ad Alstom. L’attribuzione più faticosa fu proprio quella per il terzo lotto, i treni ibridi (inizialmente 50, poi saliti a 135). Al bando del maggio 2017 risposero in 4 e la classifica provvisoria vide prevalere la svizzera Stadler per meno di 2 punti (74,6 contro 72,8) sull’offerta di Hitachi Rail (gli altri due concorrenti erano Alstom e gli spagnoli di Caf). Trenitalia, a quel punto, decise di chiedere un rilancio alle prime due aziende, Stadler e Hitachi Rail. E alla fine del ballottaggio, l’offerta italo-nipponica prevalse.

Da quel giorno contro questa assegnazione si è scatenata una guerra di carte bollate. Prima ci ha provato Stadler, con un ricorso al Tar previa richiesta di sospensiva dell’attribuzione. La sospensiva non venne concessa e a giugno 2019 il Tar del Lazio confermò la vittoria di Hitachi.

Poi è stata la volta di Alstom, che contestava – tra l’altro – di essere stata esclusa dallo “spareggio” finale, oltre alla regolarità del procedimento. Ma i giudici amministrativi hanno nuovamente sancito la correttezza di Trenitalia. E Hitachi Rail non può che essere soddisfatta. —

fabio calamati

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