Toscana
Pronti a riaprire i musei civici di Pistoia: «Tutele per i 14 lavoratori»
Il sindaco Alessandro Tomasi rassicura dopo le preoccupazioni espresse da Cotti (Pd)
«Il cambio di gestione non creerà problemi. Allo studio aperture serali»
PISTOIA. Riapriranno i battenti probabilmente intorno al 20 giugno i musei della rete civica pistoiese: il Museo civico d’arte antica (palazzo comunale), il Museo del ’900 e del contemporaneo (Palazzo Fabroni), il Museo dello Spedale del Ceppo (ex ospedale, piazza Giovanni XXIII) e la Casa studio di Ferdinando Melani (corso Gramsci 159 a Pistoia). Lo ha annunciato, pur con qualche cautela, in consiglio comunale il sindaco Alessandro Tomasi, intervenendo dopo una comunicazione di Antonella Cotti (Pd) e il dibattito che ne è seguito, a tratti molto nervoso e polemico.
I quattro musei cittadini, quindi, sono vicini a seguire le orme del museo Pecci di Prato e di molte sedi museali toscane, che in questi giorni hanno ripreso qualche forma di attività pubblica, dopo la chiusura forzata a causa dell’emergenza coronavirus. Tranquillizzanti, le parole del sindaco Tomasi, anche riguardo la sorte dei 14 dipendenti che si occupano della gestione dei musei. Proprio in questi giorni, infatti, si sta completando il passaggio tra i vecchi gestori (la coop Itinera di Livorno ) e i nuovi, vincitori dell’apposita gara d’appalto (Le Macchine Celibi di Bologna). E la nuova coop subentrerà a quella vecchia facendosi carico dei dipendenti, come previsto di solito dalle cosiddette “clausole sociali”.
Tomasi ha anche ricordato che l’ingresso ai quattro musei comunali rimarrà gratuito per tutto l’anno. Allo scopo di diminuire al massimo la possibilità di assembramenti, è allo studio la possibilità di aperture serali.
La comunicazione di Antonella Cotti era partita proprio dalla preoccupazione per la mancanza di segnali di vita del sistema museale comunale, in un quadro toscano – come detto – in cui le istituzioni culturali di molte città hanno già riaperto i battenti. Il tema è stato poi rilanciato da altri consiglieri di minoranza (Cenerini di Pistoia Sorride, Nuti di Pistoia Spirito civico, Alberti del Pd), ai quali ha replicato Mazzeo (Lega) rimproverando soprattutto al Pd, forza di opposizione a Pistoia ma al governo nazionale, di preoccuparsi in sede locale della riapertura dei musei e di non fare nulla, a livello nazionale, per far riaprire le scuole. È su questo passaggio che è scoppiata la polemica, con duri scambi (per quanto possibile in un consiglio comunale che si svolge ancora in videoconferenza) reciproci, ai quali hanno preso parte anche Vespignani (indipendente) e il sindaco Alessandro Tomasi, che ad un certo punto ha esclamato «Vergognatevi» indirizzato alle forze di minoranza. Maglione (5 Stelle) ha ribattuto accusando Mazzeo di fare polemica politica estranea alle questioni del Comune.
Prendendo la parola proprio dopo Maglione, Tomasi si è scusato per l’intemperanza verbale ma ha ribadito la richiesta urgente al governo nazionale e alle forze che lo sostengono di dare indicazioni chiare sulla riapertura delle scuole a settembre. Tornando ai temi pistoiesi, Tomasi ha spiegato che gli uffici di Palazzo di Giano sono al lavoro per riaprire tutto al più presto, ma che il lavoro è complesso e prevede l’analisi di ogni sede pubblica, con la stesura di appositi protocolli a garanzia degli utenti e dei lavoratori. «In questo quadro – ha detto – abbiamo dato priorità alle scuole, che accoglieranno corsi estivi, all’Ufficio relazioni con il pubblico, all’ufficio turismo». Ma, se tutto va bene, a fine settimana arriverà anche il momento dei musei. —
fabio calamati
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