Il Tirreno

Pistoia

la protesta di calamecca 

Anche il ciclista Wackermann dice no al divieto per le bici

Carlo Bardini
Anche il ciclista Wackermann dice no al divieto per le bici

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Calamecca

“Liberi di Pedalare”: è con questo slogan che ieri mattina si è svolta la protesta a Calamecca contro le ordinanze della Provincia di Pistoia che, in nome della sicurezza, impedisce la circolazione alle biciclette e impone il limite di velocità di 30 chilometri all’ora sulle Strade provinciali 633, 634 e 638.

Una protesta a dire il vero poco partecipata, visto che erano solo in quattro a dire no a questi provvedimenti: Francesca Capecchi, consigliere provinciale, Gabriele Sgueglia, consigliere comunale di Pistoia, Luca Davagni, presidente del circolo della Montagna pistoiese, e al loro fianco Luca Wackermann, ciclista professionista in forza alla Vini Zabù Ktm.

«Tengo a precisare – ha sottolineato Francesca Capecchi – che non abbiamo voluto di proposito fare una dimostrazione con molte persone, per non creare situazioni di assembramento, viste le norme vigenti».

«È una situazione surreale – afferma Wackermann – impedirci di frequentare questi percorsi, strade su cui ci alleniamo ogni giorno, salite storiche del mondo del ciclismo. Credo che non sia giusto».

«Vogliamo dare un segnale chiaro alla Provincia – aggiunge Capecchi – perché revochi o almeno riveda le ordinanze, che hanno avuto un impatto negativo sulle comunità montane coinvolte. La verità è che dietro c’è un problema molto più grave, quello della mancanza di manutenzione ordinaria».

Lo scorso sabato il presidente della Provincia Luca Marmo aveva annunciato il suo tentatvo di rendere le ordinanze più “soft”.

«Il presidente Marmo – conclude Capecchi– ha asserito di non essere del tutto d’accordo con le ordinanze: non poteva pensare prima ad un provvedimento diverso? Non sono altro che un disincentivo al turismo e al fare impresa in montagna».

Sul tema è intervenuto anche “Cambiamo con Toti montagna pistoiese” per voce di Antonio Gambetta Vianna e Marco Poli: «Apprezziamo che il presidente Marmo abbia scritto all’ufficio viabilità “per aggiustare il tiro”, ma come al solito constatiamo che si interviene a problemi creati. Non si capisce perché non si proceda e non si voglia mai procedere alla manutenzione nel tempo di queste strade. Non si sarebbe arrivati a questo livello di degrado». —

Carlo Bardini

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