Sicurezza
Quella mano sulle parti intime per scacciare vudù e macumba
pistoia
«Questa è mistificazione! È tutto mistificato. Era una semplice benedizione». Continua a ripeterlo don Paolo Palazzi mentre, braccato dall’inviato delle Iene, si rifugia in un negozio di barbiere e, poi, nella sede della Diocesi, in via Puccini. È la mattina del 24 maggio e la Iena Andrea Agresti è tornato a Pistoia per chiedere al parroco dell’Immacolata spiegazioni su quello che è accaduto nella sua sacrestia all’inizio di marzo. Tutto ripreso dalle telecamere che il “gancio” Renato Bianchi (già volontaria vittima, nel 2014, del “prete smanaccione) e sua moglie Elena hanno accuratamente nascosto in una borsa. E tutto mandato in onda martedì sera in un servizio durato oltre 11 minuti. “L’esorcista posseduto dall’ormone” il titolo.
Le immagini e le parole sono molto eloquenti. Renato ed Elena si presentano come vittime dei malefici del “prete smanaccione”, al secolo don Filippo Bellini, attualmente sospeso a divinis. E don Palazzi inizia su di loro, o meglio, sulla donna soprattutto, il proprio “esorcismo”.
«Spezzo, rompo, sciolgo, anniento nel nome di Gesù, del suo preziosissimo sangue ogni maleficio e maledizione fatti da don Filippo su di te, sulla tua testa, sul tuo sesso, su tutta la tua persona» dice quasi gridando mentre appoggia la sua mano sulla testa della donna per poi tenerla a lungo premuta con forza sul suo basso ventre: «Dov’è, qui? Esci da qui!».
«Ogni magia nera, messa nera, ogni effetto di rito vudù e di macumba fatta da don Filippo, satanico don Filippo. Fatte tramite bambolotti da don Filippo» prosegue soffiandole ripetutamente nelle orecchie e nella bocca.
Le inconsuete “benedizioni” vanno avanti per un po’. Anche su Renato, al quale, con l’aspersorio, don Palazzi purifica con l’acqua santa le parti intime. Poi chiede alla coppia come vada la loro vita coniugale. «Poco o niente eh? Magari una sera vengo anch’io per aiutarvi, per vedere che fate l’amore insieme» dice. E, a seduta finita l’ennesima bizzarria: «Quest’altra volta portatemi le mutande, pulite naturalmente». Mutande che i due qualche settimana dopo portano davvero e che il parroco benedice nella chiesa dell’Immacolata. —
M.D.
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