Sicurezza
Rischiano di restare senza medico 1.300 persone
Sos dagli abitanti delle frazioni montane del comune di Pistoia. Oggi incontro con il sindaco alla Croce Rossa di Cireglio
Cireglio
È un esercito di 1.300 persone, che vive nella parte montana del comune di Pistoia, tra Orsigna, Pracchia, Le Piastre e Cireglio. E che reclama un medico di base, perché, al momento, fino a metà di questo mese, lassù ce ne sarà solo uno con incarico provvisorio. Dopo, nessuna certezza e tanti timori.
Un problema che è nato dopo che il 20 maggio il medico di famiglia che esercitava in questi paesi, Luciano Carradori, è andato in pensione. Al posto suo, una dottoressa, che, sembra, non lo può sostituire in pianta fissa perché, per ora, sprovvista dell’attestato di medico di medicina generale. E l’Asl, come prevede l’accordo con l’Ordine dei medici, non può obbligare nessuno a salire lassù per fare ambulatorio.
La questione è stata sottoposta anche all’amministrazione comunale di Pistoia e già il sindaco Alessandro Tomasi se ne è interessato scrivendo una lettera a Beppino Moltalti, presidente dell’Ordine dei medici di Pistoia, affinché trovi una soluzione. Montalti, sottolineato come l’emergenza sia conseguenza della «cosiddetta gobba pensionistica che da anni stiamo ribadendo a tutti i livelli, nazionali e provinciali» ha assicurato piene collaborazione «per evitare ulteriori disagi assistenziali a larghi settori della popolazione; ma questa esigenza potrà essere assolta solo con le prestazioni professionali di medici di medicina generale adeguatamente formati attraverso i corsi di specializzazione, rispettando così professionalità e ruolo senza andare a rincorrere soluzioni ‘fantasiose».
Il sindaco intanto ha indetto per questa mattina alle 10 un incontro con le associazioni di volontariato che operano nel sanitario, che si svolgerà nella sede della Croce Rossa di Cireglio.
«Una decina di giorni prima del pensionamento di Carradori – spiega Eleonora Gavazzi, coordinatore dei servizi all’interno della Misericordia delle Piastre, guidata da Claudio Gambini – abbiamo appreso che la dottoressa che lo sostituiva non poteva essere la nuova incaricata perché priva dell’attestato di medico di medicina generale. E che quindi, dall’oggi al domani, saremmo rimasti senza medico di base, come le altre popolazioni delle frazioni montane del comune di Pistoia. Mi sono immediatamente attivata – spiega – parlando sia con Anna Maria Celesti che con il dottor Daniele Mannelli per avere chiarimenti e sollecitare una soluzione. Per fortuna, per il momento, sono riusciti a prorogare il servizio della dottoressa che sostituiva Carradori fino al 18 giugno. Ma dopo cosa accadrà?».
È da considerare il fatto che i pazienti di queste aree, che avevano il dottor Carradori, dopo il 18 giugno sarebbero costretti a scendere a Pistoia per scegliere un nuovo medico di famiglia, perché non se ne può avere uno in un altro comune rispetto a quello di residenza. E si parla di persone che spesso sono anziane. «Tra l’altro – prosegue Eleonora Gavazzi – sono stata informata che, per un accordo tra l’Asl e l’Ordine dei Medici, le aziende sanitarie non possono obbligare i medici a svolgere attività di ambulatorio dove non vogliono, e chiaramente sembra proprio che nessuno voglia salire fino in montagna». —
Carlo Bardini
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