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Gli alunni dell’istituto “Fermi” vincono il primo premio “Campioni di Fair Play”

Gli alunni dell’istituto “Fermi” vincono il primo premio “Campioni di Fair Play”

La dirigente Lucia Maffei «Un ringraziamento alle prof che hanno promosso e gestito l’attività stimolando i ragazzi alla rielaborazione personale»

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SERRAVALLE

Le classi 1ª E, 1ª D e 2ª D dell’istituto scolastico comprensivo “E. Fermi” di Serravalle Pistoiese hanno vinto il primo premio al concorso regionale “Campioni di Fair Play”. Il concorso è stato promosso e realizzato da Sport e Salute, in collaborazione con il Miur e le Federazioni Sportive Nazionali nell’ambito del progetto Scuole aperte allo sport, con gli obiettivi di diffondere la cultura al gioco corretto e di contrastare il bullismo in ambienti sportivi e non.

«Il lavoro delle alunne e degli alunni – spiega la dottoressa Lucia Maffei, dirigente scolastico – si è svolto, sotto la guida della professoressa di Educazione Fisica Pamela Bellari e della professoressa di Educazione Artistica Margherita Paccavia, attraverso gli strumenti della didattica a distanza, permanendo l’impossibilità di procedere ad incontri in presenza. Ogni alunno ed alunna ha prodotto un disegno a tema fair play che ha poi presentato al resto della classe durante le video lezione. Al termine della discussione, le alunne e gli alunni hanno votato i disegni che ritenevano migliori e più adatti a rappresentare l’Istituto al contest. Tutti i disegni scelti dalle classi sono stati poi impiegati nella creazione di un unico elaborato finale che è stato presentato al concorso vincendo il primo premio regionale».

«La partecipazione delle classi a questa bella iniziativa – prosegue la dirigente scolastica – è il risultato dell’impegno delle professoresse che hanno promosso e gestito l’attività all’interno delle proprie classi, a cui va un ringraziamento particolare per non aver permesso alla didattica a distanza di assopire la loro voglia di stimolare i ragazzi alla riflessione ed alla rielaborazione personale su tematiche così importanti. Il risultato ci ricorda come la scuola vada oltre ad una dinamica di insegnamento ed apprendimento nozionistico».

«La didattica a distanza – sottolinea Maffei – ha avuto il merito di permettere che le relazioni didattiche e personali tra docenti e studenti non si interrompessero in ragione della pandemia, ma ha anche mostrato chiaramente tutti i suoi limiti e l’urgenza di tornare ad una scuola in presenza, quando le condizioni lo permetteranno secondo un principio di precauzione che non può che guidare ogni scelta riguardante la salute delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi». –



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