Il Tirreno

Pistoia

l’emergenza didattica 

Cisl scuola: «No al rientro caos Subito tavoli di lavoro locali»

Elisa pacini
Cisl scuola: «No al rientro caos Subito tavoli di lavoro locali»

«Da settembre basta con la didattica a distanza, bisogna tornare nelle classi Ma il rientro va preparato e i presidi non possono essere lasciati da soli»  

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PISTOIA

Non sono solo i toni preoccupati di Alessandra Biagini e Catia Fagioli a far sembrare quella della Cisl pistoiese, in scia con i moniti lanciati dal sindacato a livello nazionale, una vera e propria chiamata alle armi per salvare la scuola italiana. Salvarla in quanto “comunità” dicono le sindacaliste, oppure per dirla con Massimo Recalcati, come “spazio eticamente e culturalmente decisivo dove la vita dei nostri figli prende forma, viene educata alla cultura dell'integrazione, dello scambio, della ricerca”.

Solo qualche giorno fa lo psicoanalista/filosofo aveva chiesto alla ministra Azzolina di convocare gli stati generali della scuola per rimetterla al centro dell'agenda del paese. Un appello che, in maniera molto più concreta e calata anche sul territorio, sembra ricalcare in ambito locale la Cisl pistoiese affinchè a settembre si possa tornare sui banchi e non fare lezione davanti ai computer.

Per questo il sindacato chiede a gran voce un coordinamento a livello territoriale che coinvolga tutti gli attori interessati – enti locali, presidi, rappresentanze d'istituto, genitori – da fare subito. Anzi «andava fatto ieri» si lasciano scappare.

«La chiusura prolungata della scuola - dice Alessandra Biagini - è una ferita aperta del paese. Un paese in cui, oggi, si è riaperto tutto fuorché la scuola. Con la fine prossima di questo anno scolastico, deve finire anche la didattica a distanza che pur ha sopperito “in emergenza” al diritto allo studio sancito dalla Costituzione, soprattutto per il grande impegno e senso del dovere degli insegnanti e dei genitori e nonni che si sono fatti in quattro per seguire i figli. Non è tutto da buttare, ma da settembre la scuola deve tornare ad essere una comunità educante fatta di relazioni. Ma per fare questo c'è bisogno di un piano. Perché parlare di riapertura della scuola, comporta parlare di mobilità, di edifici scolastici da adeguare alle norme del distanziamento, di organici carenti. La scuola era già in emergenza prima del Covid, ora abbiamo la cartina di tornasole di questa situazione».

Ad oggi le linee guida ministeriali per la riapertura della scuola non ci sono, ma – tuona la Cisl – «il coordinamento può già partire» basandosi sul canovaccio dato dal comitato tecnico scientifico. In cui si parla di ridisegnare le aule in modo da garantire distanze che vanno da un metro in aula a due metri in palestra. Un nodo che si annuncia non facile da sciogliere, conoscendo lo stato delle scuole pistoiesi in cui le classi pollaio e i problemi di spazio (specie alle superiori) sono una triste realtà.

«In provincia di Pistoia ci sono meno di 40 istituti (molti sono comprensivi, nda) – dice Catia Fagioli, Cisl Scuola Toscana Nord – c'è bisogno fin da subito di una ricognizione di ogni plesso per capire come accogliere i ragazzi e i lavoratori. Perché settembre è dietro l'angolo. C'è da fare piani per le entrate/ uscite separate, vedere i bagni, come fare il distanziamento nelle aule, le situazioni delle mense e delle palestre. In questo i presidi non possono essere lasciati soli, ci vogliono figure specializzate e il supporto di tutti. Chi può iniziare il coordinamento? Il sindaco capofila, che qui è quello di Pistoia, o il prefetto». Oltre a denunciare un ritardo su questi piani in tutta Italia, la Cisl chiede agli attori in ballo "di prendersi responsabilità e disporre risorse per assumente docenti e personale Ata" alla luce delle classi dimezzate e delle sanificazioni continue. —

Elisa pacini

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