La protesta
Un terzo dei colpi a buon fine per un bottino di 80mila euro
Dal marzo 2010 all’aprile 2016 usando scooter e bicicletta e indossando prima cappellino e occhiali scuri e poi la maschera ha preso di mira sportelli bancari
LUCCA
Inafferrabile, ma anche maldestro. Tanto che solo un terzo dei colpi a lui attribuiti va a buon fine. Più che un delinquente incallito l’ex pasticcere Francesco Ugolini sembra un rapinatore per necessità. Imbranato come Woody Allen nel film “Prendi i soldi e scappa”. Quando viene arrestato dai carabinieri - il 12 aprile 2016 - gli vengono attribuite 19 rapine banche della Lucchesia. Il “rapinatore gentile” - educato con i clienti e gli impiegati, a cui chiedeva con cortese sollecitudine di aprire le “bussole” per farlo uscire - confessa al giudice delle indagini preliminari di aver commesso altri 15 colpi, 8 dei quali a Pistoia, di cui gli inquirenti non sono a conoscenza. Più collaborativo di così...
LE METAMORFOSI
Per i carabinieri i primi raid del bandito solitario sono datati marzo 2010-giugno 2011. Tre tentativi fatti senza maschera, ma cercando di nascondere il volto con cappellino di lana e occhiali scuri. Dopo questi primi tre episodi ecco Ugolini di nuovo in azione tra l'ottobre del 2011 e il febbraio del 2014. L’ex pasticcere affina l’ingegno e da autodidatta si organizza meglio: usa un casco aperto, ma con visiera abbassata. Dieci i colpi, tra tentati e riusciti, in quel lasso di tempo. Infine dal marzo 2014 all’aprile 2016, il momento dell’arresto in flagranza, l'ultima evoluzione: una maschera in lattice a coprirgli il volto.
I NUMERI
Trentaquattro i colpi - 23 tentati e 11 riusciti nell’arco di sei anni - avvenuti in 5 province diverse: 22 a Lucca, 8 a Pistoia, 2 a Bologna, 1 a Firenze e 1 a Modena. Le rapine andate a buon fine gli fruttano complessivamente circa 80mila euro. Un bottino alla fine modesto e che poteva essere molto maggiore se, come Ugolini ha sostenuto ai carabinieri, «non ci fossero state le casse a tempo a farmi fuggire a mani vuote».
MEZZI E ARMI USATE
A parte la pistola, palesemente un’arma giocattolo, e la maschera, il «bandito per necessità» si muove su diversi mezzi di trasporto: lo scooter e la bicicletta - che gli servono per portarsi sul luogo stabilito dove compiere la rapina - e un furgone Fiat Ducato utilizzato per far «sparire» all’interno i mezzi a due ruote. E proprio quel furgone, ripreso dalle telecamere dopo la rapina del 25 marzo 2016 alla filiale del MPS di Altopascio risulterà decisivo. Perché il pm Elena Leone autorizza i carabinieri a installare un localizzatore Gps sul furgone, in modo da poterne seguire gli spostamenti. Il 12 aprile 2016 il Ducato si ferma a Fornaci , a un centinaio di metri dalla filiale di Gavinana del Monte dei Paschi. Ugolini sale sul retro del mezzo, uscendo con una maschera in lattice e una bicicletta. È pronto per il colpo. Ma a pochi metri dalla porta dell'istituto di credito i carabinieri lo arrestano.
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LUCA TRONCHETTI
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