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L’assessore: «Spostare la targa? Ci avevamo già pensato noi»

L’assessore: «Spostare la targa? Ci avevamo già pensato noi»

In via XXVII Aprile cassonetti interrati troppo vicini alla lapide dei 500 volontari Gianna Risaliti replica alle critiche del presidente dell’Anpi comunale Corsini 

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È vero, la targa che ricorda i 500 volontari pistoiesi del febbraio del 1945 non ci può stare accanto ai cassonetti interrati in via XXVII Aprile. La vicinanza di contenitori per i rifiuti alla lapide posta in ricordo di uno degli episodi più importanti della vita di Pistoia antifascista sarebbe da evitare. Ora lo dice l’Anpi, ma in tempi non sospetti la stessa amministrazione comunale aveva condiviso la stessa valutazione. Tanto che il 29 marzo dello scorso anno, nel corso di una conferenza dei servizi convocata apposta per definire la questione dei cassonetti interrati, fu deciso di spostare la targa «in altro luogo limitrofo, al fine di meglio valorizzarla e renderla più visibile a chi si trova a passarci davanti». Se ne sarebbe fatto carico l’ufficio urbanistica, previa autorizzazione della Sovrintendenza.

A spiegare questi passaggi, ieri, è stata l’assessore all’ambiente Gianna Risaliti, in un comunicato di risposta alla lettera di Renzo Corsini, presidente della sezione Anpi di Pistoia.

«Mi dispiace – scrive Risaliti – che il presidente Corsini abbia scritto il suo articolo partendo da un assunto errato, per poi far discendere dallo stesso tutta una serie di considerazioni che mai sono state né pensate, né tanto meno volute da chi ha deciso di posizionare la batteria di interrati in via XXVII Aprile, proprio lì dove la "targa", al termine dei lavori, non vi troverà più collocazione».

Risaliti ricorda che il problema della coesistenza impossibile tra cassonetti e targa, in via XXVII Aprile, venne posta fin dall’inizio, «quando, insieme a tutti i servizi ed i soggetti interessati, compresa la Sovrintendenza, vennero effettuati i sopralluoghi preliminari per individuare le postazioni più adatte alla collocazione delle batterie di interrati».

Ebbene, «nell'individuare quella collocazione non ci esimemmo dal considerare lo spostamento della targa, anche al fine di dargli una collocazione ben più dignitosa di quella attuale. Giova ricordare che l'attuale collocazione della targa è certamente non troppo rispettosa della sua memoria, visto che è apposta su un muro lungo il quale vengono costantemente posteggiate auto, biciclette, ecc. e, quindi, decisamente poco consona a rappresentare quello che il presidente Corsini ha ricordato nel suo articolo».

La targa ricorda la partenza per Roma di 500 volontari pistoiedi che partirono nel febbraio 1945 da piazza del Duomo per arruolarsi nel rifondato esercito italiano e combattere le forze occupanti nazifasciste.

L’assessore Risaliti, di passaggio, nota che «occorre oltremodo evidenziare che l'allocazione di ciascuna singola postazione è stata concertata, anche con un lungo e laborioso lavoro di ottimizzazione con Sovrintendenza e servizio urbanistica. Lavoro che ha portato, in alcuni casi, a prevedere una diversa ubicazione rispetto alla iniziale proposta di Alia».

Gianna Risaliti, quindi, ci tiene a «rassicurare tutti coloro che hanno scritto, fatto illazioni ed insinuazioni, anche di pessimo gusto (in questo caso non mi riferisco al presidente Renzo Corsini) che non mi ha mai neppure sfiorato la volontà di arrecare danno alla memoria storica e patriottica ma che, anzi, l'occasione ci ha dato la possibilità di ricercare una collocazione certamente più dignitosa di quella che fino ad oggi la "targa alla memoria" ha trovato». —



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