Gioco
Contro i tagli scatta la protesta sul web una raccolta di firme
Pistoia.
Quasi 50 posti di docenza in meno, a partite da settembre, nella nostra provincia. Cosi, scatta la protesta della comunità didattica e scolastica pistoiese. Genitori, docenti di ruolo, docenti precari e personale Ata, uniti contro i tagli delle cattedre, si sono organizzati nella raccolta di firme da presentare all’Ufficio scolastico provinciale per cercare di scongiurare, per l’anno scolastico 2020/21, il taglio di 41 posti di insegnamento.
L’ipotesi, che è molto concreta, è stata comunicata dall’Ufficio scolastico regionale e porterà ad una contrazione del numero dei docenti e ad un accorpamento delle classi da parte dei singoli istituti, con conseguenti problematiche relative al sovraffollamento delle aule, in contrasto evidente con le norme governative di contenimento della pandemia.
In Toscana si prevedono 118 tagli, 41 solo su Pistoia, una percentuale enorme. «I nostri ragazzi e il nostro territorio - dicono gli esponenti del movimento - non possono sostenerlo. Una simile disposizione risulta quantomeno controproducente e contestabile, soprattutto nella presente situazione emergenziale che riguarda anche l'avvio del prossimo anno scolastico, per il quale risulta più opportuno l'aumento degli organici e del numero delle classi, piuttosto che la loro contrazione, onde evitare un sovraffollamento delle medesime, a carico delle scuole».
Dal taglio delle 41 cattedre, risulterebbe un danno per diverse categorie. «Gli studenti - si legge sul documento che sta girando in rete - costretti in classi affollate e spesso anguste, ai quali viene sottratto il diritto alla vera istruzione, basato su un rapporto proporzionale e congruo tra docenti e studenti; il personale docente di ruolo, chiamato a coprire un monte ore eccedente all’orario curricolare delle 18 ore e/o a gestire classi eccessivamente numerose, con un conseguente sovraccarico cognitivo e lavorativo».
Il testo può essere sottoscritto con la formula del docs.google, sempre più gettonata in era di covid 19. —
Giovanna La Porta
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